Noi stiamo con Draghi!

di Paolo Rausa

Un Paese come l’Italia che si permette la fiducia di soli 95 voti nel Senato di 315 membri, un Paese che vive una crisi perenne sua propria aggravata da una situazione internazionale difficile e da emergenze ambientale ed energetica, minimo è irresponsabile. I populisti M5S e Lega, a cui si è unita Forza Italia, hanno decretato la fine del governo di Mario Draghi, perché fra l’altro ha raggiunto gli obiettivi previsti per incamerare il PNRR, ha riportato l’Italia in auge a livello europeo e internazionale, ha difeso la libertà dell’Ucraina e le ragioni della difesa legittima contro l’aggressore russo, ha messo mano alle riforme decennali richieste come condizioni dall’Europa da sempre dimenticate… In Italia si verifica il paradosso che si sacrifica il migliore per una strana necessità di autodistruzione: è la sindrome della mediocrità a cui siamo condannati. Quanta fatica per innalzare il livello politico che viene subito dopo demolito! Perché ci lamentiamo ma non vogliamo che sia toccato nulla delle nostre abitudini o interessi o posizioni personali. In che Paese sei capitato Draghi e noi, che siamo fra quei 95, con te? Grazie Presidente! Tu che sei più apprezzato all’estero che in Patria. Per te si sono mossi cittadini con appelli, più di 100 mila, sindaci, più di 2 mila, scienziati, professionisti, categorie economiche. Mai accaduto a memoria d’uomo e di donna che per un rappresentante delle Istituzioni si sia verificato un così grande sostegno, ma al Senato della Repubblica questo non conta o almeno per chi lo aveva sostenuto finora: 5 Stelle, Lega e Forza Italia hanno rivendicato il loro operato e i loro propositi. Gli stessi che ci hanno portato in questa situazione di crisi. Poi dicono che i cittadini si allontanano dalla politica… La situazione in Italia precipiterà per la manifesta incapacità dimostrata dagli astenuti, gli ignavi, a Dio spiacenti e ai nemici sui come diceva Dante. Dobbiamo ritessere una trama del nostro vissuto che questi partiti astenuti hanno sconvolto e che sconvolgeranno pensando di farne una migliore per il Paese senza avere progetti, visioni e competenze. Dobbiamo attrezzarci per limitare i danni e prepararci per dare una prospettiva di futuro alla nostra povera Patria, come cantava Battiato.

San Giuliano Milanese, 21/07/2022

Mario Draghi

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