Buon 30° compleanno, Parco Agricolo Sud Milano

Come ci si prepara a fargli la festa da parte di Regione Lombardia

di Paolo Rausa

Fra pochi giorni, il 23 aprile, il Parco Agricolo Sud Milano compie 30 anni dalla sua istituzione con Legge Regionale, la n. 24 del 1990, poi sostituita dalla n. 16 del 2007. Affidato in gestione alla Città metropolitana di Milano, comprende le aree agricole e forestali di 60 comuni, per un totale di 47.000 ettari. Meglio conosciuto come cintura meridionale della città di Milano o Parco delle Abbazie per sottolineare uno degli aspetti più caratteristici di questa fascia periurbana: la spiritualità degli Umiliati a Viboldone e Mirasole, i Circestensi a Chiaravalle e Morimondo. Una storia millenaria che si riflette nel paesaggio, nei monumenti e nella conduzione dei campi. Un’area florida e ubertosa che oggi dà lavoro a 1400 aziende che si occupano di attività agricole e di allevamento, fra le più floride in Europa e nel mondo. Un patrimonio dunque da tutelare e da valorizzare. E’ vero anche che accanto a questo patrimonio paesaggistico, artistico e monumentale sono sorti capannoni industriali e commerciali a dismisura, numerose infrastrutture stradali e ferroviarie. Il Parco è nato per porre un freno a questa smania costruttiva come se la operosità di un popolo si dovesse misurare dalla quantità di mc di costruzioni o di nastri di asfalto che segnano il territorio. Una modalità di fruizione poco esplorata è l’incentivazione ad un turismo lento, religioso, di pace e di serenità rispetto ad una metropoli caotica che fa del ritmo angoscioso la ragione del vivere. Accade che periodicamente la parte più conservatrice e più ostile ai vincoli paesaggistici e culturali voglia mettere in discussione le modalità di gestione o prendere in considerazione le “lamentele” dei sindaci, bloccati da norme e divieti, ovvero togliere finalmente dalle “grinfie” della Città metropolitana gestita dal centro sinistra la gestione diretta del Parco e così porla in mano dei politici regionali, mestieranti più avvezzi alle pratiche gestionali territoriali con le promesse di nuovi finanziamenti. In realtà, come denunciano Michela Palestra, vicesindaca della Città metropolitana di Milano e Daniele Del Ben, presidente del Parco Agricolo Sud Milano la ragione sta nell’azione di disturbo del Parco nella realizzazione delle grandi opere, come per esempio le riserve espresso sulla TOEM, tangenziale ovest esterna e la Vigevano Malpensa che avrebbero ferito indelebilmente il territorio. Tanto che dalla Città metropolitana si solleva un grido di dolore al solo pensiero che questo grande e prezioso polmone verde ricco di storia e di spiritualità venga deturpato. “Giù le mani dal Parco Agricolo Sud Milano!”, urlano e le loro grida sono così potenti da giungere anche ai piani alti della Regione Lombardia.  Verranno ascoltati i vertici della Città metropolitana di Milano e le Associazioni ambientaliste che più di 30 anni fa hanno immaginato e costruito ettaro per ettaro questa istituzione benemerita, fulgido esempio di gestione equilibrata del territorio con la propensione alla tutela del verde e della cultura locale o, come spesso accade in Italia, le cose belle sono anche effimere? Le armi sono affilate e saranno riposte dietro assicurazioni sottoscritte formali. Perciò attendiamo gli eventi e intanto godiamoci una passeggiata fra i campi all’ombra dei filari. Per info: Città metropolitana di Milano, Via Vivaio, 1 – 20122 Milano Tel.: 02 7740.6655, 3357909262.

San Giuliano Milanese, 19 aprile 2022

L’Abbazia di Viboldone

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