Dante e le arti figurative nella Divina Commedia

L’amor che move il sole e l’altre stelle: videoconferenze il 5, 12 e 19 maggio ore 21,00

di Paolo Rausa
Dopo il Dantedì del 25 marzo scorso, a 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, una lunga ed estenuante lettura non stop della Divina Commedia, parte questa nuova impresa che mette in relazione la concezione estetica di Dante nei versi della Divina Commedia con l’arte figurativa classica e del suo tempo, il Duecento/Trecento con la curatela della Associazione Culturale Orizzonte, l’Associazione  Pugliesi di Milano e il patrocinio del Comune di San Giuliano Milanese. I due relatori, Paolo Rausa regista teatrale e Walter Pazzaia, insegnante e storico dell’arte, ci accompagneranno in tre conferenze online alle ore 21,00 (il mercoledì 5, 12 e 19 maggio) con la partecipazione attiva del pubblico. Passeranno in rassegna ogni mercoledì sera una cantica diversa, soffermandosi sui riferimenti letterari in relazione alle opere d’arte che hanno ispirato Dante nell’Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso.  I relatori si sono chiesti quali opere avessero nutrito l’immaginario di Dante Alighieri contribuendo alla creazione della Divina Commedia con riferimento ai mosaici, agli affreschi e alle sculture. “Dante non parla direttamente dell’arte, vista e contemplata, –  dice Pazzaia – ma possiamo ipotizzare una conoscenza indiretta per averne sentito parlare o per aver visionato le opere d’arte nel corso dei suoi viaggi o nei soggiorni in città d’arte a partire da Firenze e certamente a Roma e Treviso o forse a Padova e Venezia”. Come scrive la storica dell’arte Laura Pasquini, nel suo recente libro “Pigliare occhi, per aver la mente”, un affascinante viaggio che inizia all’Inferno, attraversa il Purgatorio e si conclude in Paradiso, Dante ha messo in fila le immagini, che consentono di guardare attraverso la lente del poeta e osservare l’arte del Medioevo con lo sguardo di chi le percorre temendo di patire le pene dell’Inferno, sentendo la concreta prossimità del Purgatorio e figurando le lontananze luminose del Paradiso. “Nel verso 92 del canto XXVII del Paradiso, che dà il titolo al suo libro, – aggiunge Rausa – Dante sostiene che l’arte può “prendere gli occhi”, catturare l’attenzione attraverso lo sguardo dello spettatore, “per aver la mente” e guidarlo a una riflessione interiore. Aggiungendo che l’arte medievale non era solo bell’esercizio ma dottrina e che le immagini erano usate per istruire il popolo che non poteva leggere le Sacre Scritture e non riusciva ad accedere ai testi agiografici, ai manoscritti, perché pochissimi sapevano leggere. Perciò esse non erano solo decorative, ma aiutavano a pregare e favorivano la crescita interiore: quello che Dante si propone di suscitare con il tragitto delle tre cantiche. Fra le varie fonti servite a Dante varranno per l’Inferno “il bel San Giovanni”, il Battistero di Firenze, l’arsenale di Venezia e l’Inferno di Coppo di Marcovaldo, un mosaico realizzato tra il 1260 e il 1270 con un demonio spaventoso a tre bocche. Per il Purgatorio il riferimento sarà alle sculture di Nicola e Giovanni Pisano, con i pulpiti scolpiti dove le immagini sono così vive che i personaggi sembrano in dialogo tra di loro. Per il Paradiso i mosaici di Ravenna, la croce nel cielo di Marte, la descrizione della visione di Dio, un punto luminosissimo circondato da nove cerchi, il monogramma, un punto circondato da cerchi luminosi, punti da cui irraggia la luce, circondati da cerchi luminosi: Dante ha trovato qui l’ispirazione per i suoi versi ineffabili. Sui rapporti con Giotto e il suo capolavoro, la cappella degli Scrovegni, citato da Dante nel Purgatorio, nella famosa terzina del Canto XI, vv. 94-96: “Credette Cimabue ne la pittura/tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,/sì che la fama di colui è scura”, non si sa se si conoscessero personalmente, non abbiamo testimonianze certe. Dante sapeva perfettamente che Giotto aveva superato Cimabue proponendo un’arte assolutamente innovativa e Giotto aveva raffigurato Dante al Bargello. Quel che è certo è che i due conoscessero la loro rispettiva fama, che dura straordinariamente viva e splendida fino a noi. Le conferenze si possono seguire in diretta sul sito del Comune di San Giuliano Milanese. La prima di mercoledì 5 maggio è sulla piattaforma gotomeeting alle ore 21:00 da computer, tablet o smartphone. Questo il link https://global.gotomeeting.com/join/221481173, Codice accesso: 221-481-173, dopo aver scaricato l’app. Info: associazione.orizzonte2014@gmail.com, https://sangiulianonline.it/, tel. 334 3774168.

San Giuliano Milanese, 30/04/2021

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