Valutazione di impatto ambientale per la strada Civesio-San Giuliano Milanese

La richiede  l’Associazione Culturale Orizzonte  al Comune e al Parco Agricolo Sud Milano

di Paolo Rausa
Con una richiesta inviata al Comune di San Giuliano Milanese e al Parco Agricolo Sud Milano l’Associazione Culturale Orizzonte avanza formale richiesta di valutazione ambientale/paesaggistica, oltre a quella storica e archeologica, per soppesare l’impatto della nuova strada di collegamento Civesio-San Giuliano Milanese. Tutto parte da un articolo pubblicato sul Cittadino di oggi 8 aprile in cui si dà notizia che il Comune avrebbe incaricato un’archeologa per verificare l’impatto storico, artistico e monumentale della nuova strada che dovrebbe essere realizzata per collegare la frazione Civesio con il capoluogo San Giuliano, segno che anche il Comune si sente in qualche modo responsabilizzato prima di procedere ad un’opera che viene ritenuta da più parti devastante il territorio. Una fascia agricola che collega idealmente e spiritualmente la vicina abbazia di Chiaravalle con le altre a sud est lungo il cosiddetto “cammino dei monaci”. Che cos’ha di particolare questa fascia agricola, tale da far insorgere di sdegno l’Osservatorio per il consumo di suolo? Il genius loci, senz’altro. Quel profumo di spirituale e storico che si annusa nell’aria e che ha lasciato tracce nella conduzione secolare dei campi con le marcite, la regimazione delle acque, i mulini, ecc. Quella strada taglierebbe il terreno come una lama di coltello lacerando la continuità visiva e fisica. E allora l’Associazione ritiene che oltre alla valutazione storico-archeologica vada avviata quella ambientale/paesaggistica prima di procedere alle operazioni di sbancamento. Valutando che accanto alla strada sorge la Cascina Sesto Gallo che verrà recuperata e vicine altre nuove costruzioni che la affiancheranno. Quindi la strada rappresenta proprio una cesura, una separazione, un taglio netto, difficilmente rimarginabile soprattutto perché richiamerebbe il traffico pesante proveniente dalla zona commerciale e industriale di Sesto Ulteriano con quello che significa in termini di sicurezza e di inquinamento dell’aria. Rischia così di scomparire anche fisicamente quel “Cammino dei monaci” che parte dall’Abbazia di Chiaravalle e attraversa la Campagnetta di San Donato, il borgo di Civesio, il mulino Torretta, cascina Sesto Gallo, il parco della Vettabbia e Viboldone con l’Abbazia degli Umiliati del XIII secolo per poi proseguire verso il Basso Milanese. Al contrario pensa l’Associazione che questo patrimonio verde vada protetto, recuperando una nuova modalità di fruire il territorio, incentivando un turismo lento e sostenibile a pochi chilometri da Milano, nel cuore del Parco Agricolo Sud Milano con le sue rosse abbazie, silenziose presenze tra il fluire delle acque una volta limpide del Lambro e della Vettabbia.

San Giuliano Milanese, 08/04/2021

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