La Campagna vaccinale contro l’influenza avviata da Regione Lombardia così non va bene! 70 sindaci scrivono al Presidente Fontana e all’Assessore al Welfare Gallera

di Paolo Rausa
Una presa di posizione molto decisa e preoccupatissima nella lettera che i sindaci di 70 comuni lombardi, per lo più del milanese, indirizzano alle massime autorità regionali in tema di sanità, il presidente Fontana e l’assessore al welfare Gallera. Nella quale evidenziano una serie di disservizi, disorganizzazione e confusione, riguardanti la campagna antinfluenzale e più in generale sul tema della sanità di prossimità. I call center e i telefoni squillano a vuoto per ore, – denunciano nella missiva – le prenotazioni risultano impossibili, ritardi nella disponibilità di vaccini, difficoltà nella scelta e revoca di medici o pediatri, appuntamenti dati in sedi distaccate lontane anche decine di chilometri da casa. Una situazione pesante nel bel mezzo di una pandemia come quella che stiamo vivendo, con la Lombardia dichiarata zona rossa e il divieto di muoversi. La gravità di quanto comunicato è evidente. “Questa disorganizzazione la pagano le famiglie – dichiara Paolo Micheli, sindaco di Segrate – e ancor più le persone più fragili e malate. Come Comune abbiamo messo a disposizione diversi spazi pubblici dove poter vaccinare in sicurezza i segratesi ma al momento le richieste di utilizzo arrivano solo dai nostri medici di famiglia”. Così ai sindaci, preoccupati per l’andamento della situazione, non resta che scrivere ai responsabili regionali della Sanità Pubblica per dare “voce ai cittadini che si sentono abbandonati e sono preoccupati e arrabbiati”, ma anche per offrire, da persone responsabili che svolgono un ruolo istituzionale importante, la massima collaborazione e disponibilità per tutelare la salute delle nostre comunità”, mettendo in evidenza il fatto che non sono in gioco il colore o l’ideologia politica ma la vita e il benessere dei propri cittadini amministrati. Cioè non si scherza con la salute delle persone! Ed entrano nel merito proponendo di apportare “adeguati correttivi che permettano l’accesso al presidio sanitario da parte di migliaia di cittadini, soprattutto anziani e fragili, della nostra Città Metropolitana”. Mettono in rilievo come la vaccinazione sia necessaria per gli anziani a partire dai 60 anni di età, per i malati a rischio di complicanze e affetti da patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, diabete), per le donne in gravidanza, per gli addetti ai servizi essenziali e a causa  della situazione emergenziale legata al Covid-19 anche per i bambini in età compresa fra i 6 mesi e i 6 anni. Invece non solo la campagna vaccinale di Regione Lombardia non è partita ad inizio ottobre, ma risulta incredibilmente in ritardo, avendo coinvolto una piccolissima percentuale dei soggetti destinatari. Si corre così il rischio che gran parte dei pazienti non riesca a vaccinarsi. L’Ordine ha dichiarato che i medici dispongono al momento solo di 50 dosi di vaccino ciascuno, a fronte di una necessità di almeno 400-500 dosi a testa. E non ci sono certezze rispetto alle forniture delle successive dosi. Si aggiunga la penuria di medici, aggravata dai tanti pensionamenti senza sostituzione. Mancando così la possibilità di utilizzare i loro studi, i cittadini si possono vaccinare solo presso le sedi dell’ASST o presso sedi esterne, individuate con la collaborazione degli enti locali. A causa quindi di tale carente organizzazione vi è difficoltà di prenotare la vaccinazione o nella migliore delle ipotesi occorre raggiungere luoghi lontani dalla residenza, anche fuori dalla Città Metropolitana. Perciò i sindaci chiedono di estendere la campagna vaccinale alle sedi comunali già individuate e di allargare questa disponibilità sul territorio. Inoltre si segnalano le incredibili difficoltà che tanti cittadini stanno incontrando durante la prenotazione, sia telefonica che attraverso la piattaforma dedicata e auspicano che i problemi tecnici del portale siano risolti al più presto come, tra l’altro,  affermato dai responsabili di ASST Melegnano-Martesana. Sull’approvvigionamento dei vaccini, finora in grande ritardo, chiedono urgente chiarezza da parte della Regione, con la conferma della messa a disposizione di 1 milione di dosi a fronte di 600-650.000 pazienti potenzialmente interessati. Ma quando tali dosi verranno consegnate – si domandano i sindaci – e quando saranno messe a disposizione dei medici e delle diverse sedi vaccinali? “Perciò chiediamo di conoscere per tempo le modalità e la tempistica delle forniture alle singole sedi sanitarie messe a disposizione dai comuni in modo da favorire il nostro coinvolgimento nell’opera di informazione ed erogazione del servizio ai cittadini”. Seguono le firme dei 70 sindaci a partire dal sindaco di Segrate Paolo Micheli e a seguire dagli altri.
San Giuliano Milanese, 12/11/2020

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