La ‘Giustizia’ getta per strada Felice Basile di Altamura (Ba), fissato al 22 gennaio l’accesso forzoso alla sua abitazione.

di Paolo Rausa
‘Al Comando Carabinieri, Altamura’, così inizia l’istanza di accesso forzoso della delegata alla vendita nonché custode giudiziario nella procedura esecutiva immobiliare nei confronti di Felice Basile, notificato il 7 gennaio dello sgombero della sua abitazione da effettuarsi il 22 gennaio 2020 in caso di resistenza. Un immobile pignorato, oggetto dei ricorsi da parte di Basile ai vertici dello Stato e della Banca d’Italia, alla Procura della Repubblica, alla stampa, per denunciare le incongruenze e le palesi illegittimità di un procedimento giudiziario ai suoi danni  che lo priverebbe dei suoi beni, a cominciare dalla sua abitazione. Una odissea che ha raccontato per filo e per segno nel libro che ha scritto di recente dal titolo evocativo ‘L’Italia al contrario’ in cui ha narrato le varie nefandezze di due banche locali che hanno messo in liquidazione la sua azienda elettrotecnica, avanzata nello studio e nell’applicazione dell’idrogeno, il Vettore Idrogeno, da applicare per la trazione e il riscaldamento. Senza attendere risposta alla possibilità di saldare il debito, senza rispondere all’istanza di rateizzazione, le banche hanno avanzato richiesta di fallimento giudiziario con vendita all’asta dei beni, con una sproporzione evidente fra il debito contratto e il valore dei beni, notevolmente superiore. Felice Basile ha combattuto per non perdere il suo patrimonio. Ha scritto al Presidente della Repubblica più volte, che lo ha indirizzato al Consiglio Superiore della Magistratura per valutare la correttezza del Tribunale di Bari della procedura esecutiva a suo carico. Vari ricorsi alla Procura della Repubblica  in cui si denunciano i profili di incostituzionalità, illegittimità e il conflitto di interessi, in quanto alla vendita senza incanto ha partecipato con un prezzo ribassato della metà del suo valore uno solo, fra l’altro dipendente e/o collaboratore dell’Ufficio Fidi di una delle banche coinvolte, giace nel cassetto di qualche Giudice. Nel frattempo la G.E. (Giudice dell’Esecuzione) ha respinto la sua richiesta di sospensiva  aggiornando l’udienza all’11 marzo 2020. Ciò nonostante, la delegata alla vendita nonché custode giudiziario procede imperterrita a voler liberare l’immobile dal legittimo proprietario, senza attendere l’udienza fissata dal Giudice dell’esecuzione. La situazione è molto delicata e rischia di degenerare, a fronte anche della recente normativa che vieta di privare una famiglia della abitazione in cui risiede. Forse il lumicino dell’umanità non si è del tutto spento nella legislazione e nelle pratiche della Magistratura italiana, ma dovremo attendere il 22 gennaio per capire se effettivamente si troverà il modo di fermare gli ingranaggi che stritolano il diritto delle aziende e dei cittadini che si vedono privati dei beni essenziali a lavorare e ad abitare, due lussi che a quanto pare non tutti possono permettersi. Situazioni analoghe sono diffuse in tutta Italia. Di recente anche la famiglia Margari di Casarano (Le), proprietaria dell’unico cinema teatro del circondario, ha denunciato l’assurdità di questi attacchi al patrimonio con fallimenti giudiziari e svendite all’asta dei beni, per pagare debiti dall’ammontare notevolmente inferiore al valore del patrimonio, tutto pignorato. Per questo di recente è stata organizzata una assemblea nel cinema forzando l’ingresso e auspicando la costituzione di una associazione nazionale che si occupi di tutelare i beni dagli attacchi giudiziari.

Poggiardo (Le), 07/01/2020

Un pensiero su “La ‘Giustizia’ getta per strada Felice Basile di Altamura (Ba), fissato al 22 gennaio l’accesso forzoso alla sua abitazione.

  1. Vorrei sapere chi ci guadagna da queste situazioni. Rivolgersi all ANTIMAFIA. Coinvolgete un numero superiore di persone.

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