“Silenziosi riflessi di un artista minore” il romanzo giallo rosa di Antonella Tamiano

di Paolo Rausa
‘Un romanzo legato sempre alla figura della donna. Quel prototipo alla quale sono molto legata.’ – esordisce Antonella Tamiano, trigemina, dopo L’essenza di Etra (2016) e Come frammenti di stelle (2017). Ora questo thriller in attesa di uscita, che si porta dietro storie e luoghi degli altri due libri. Come dice lei, il personaggio femminile, Cristina Greco, sa di arte, anzi lavora nel tempio dell’arte leccese, che è il ‘Museo Sigismondo Castromediano’,  principe e fervente apostolo – checchè ne dicano i neo borbonici – del forte spirito risorgimentale unitario. Certo con un contratto  a progetto o a tempo, specchio delle condizioni precarie economiche e affettive. Fragili ma potenti nella passione queste giovani eroine di Antonella Tamiano che giro/vagano alla ricerca di una sicurezza nelle condizioni esistenziali e affettive che ri/trovano  e ri/perdono, sempre alla ricerca della verità interiore. In questo senso le sue protagoniste prendono spunto dal romanzo cavalleresco o dai poemi, dove la quȇte, l’inchiesta, coinvolge il genere femminile. Sempre belle le sue eroine, ma alla ricerca costante dell’amore che Cristina ritrova negli occhi celesti e blu, tra il cielo e il mare, di Fabrizio, vicecommissario di Polizia. Che cosa l’abbia spinta tra le sue braccia è l’assassinio della sua migliore amica, Susanna, anche lei offerente i suoi servizi nel Museo come esperta d’arte. Una mattina uggiosa, al culmine di una notte tempestosa, durante il normale giro di perlustrazione nelle sale Cristina vede il corpo di Susanna disteso per terra con il cranio fracassato. Incomincia da quel momento una riflessione sui rapporti umani per lo più deludenti con gli uomini, colleghi di lavoro, o pseudo-amanti che la deludono e anche con le donne, una fra tutte colei che svolge funzioni direttive nel museo. Come se ne esce? Come spiegare l’assassinio e per quali ragioni, proprio lì, tra le opere d’arte dei pittori salentini che Susanna aveva studiato meticolosamente e appassionatamente tanto da far confluire le sue conoscenze in una tesi di laurea pronta per essere discussa? A complicare le cose, anche i difficili rapporti famigliari con la mamma e i fratelli, che vivono in un paesino del Sud Salento, da lei abbandonato per inseguire sogni di autonomia e libertà. Non se ne fa una ragione di questo omicidio, o per meglio dire donnicidio, Cristina, e si sente in qualche modo corresponsabile e colpevole perché ha disertato proprio l’ultimo incontro con Susanna, che sarebbe stato utile per raccogliere le sue estreme confidenze e che forse avrebbe impedito la sua tragica fine. In questo dedalo di sentimenti delusi e di rapporti via via smascherati Cristina dovrà seguire la strada del cuore  per dipanare la matassa di una vicenda intricata che ancora una volta coinvolge una giovane donna alle prese con i misfatti della vita. Scatole Parlanti Editrice, Viterbo, 2019, pp. 171, € 14,00.

Milano, 05/12/2019

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