“Troppa spesa, si riparta da lì”, le reazioni alla lettera di Renzi sul Corriere della Sera

di Paolo Rausa
Che cosa dice Renzi in questa lettera, pubblicata sul Corriere della Sera venerdì 4 ottobre 2019? E’ presto detto. Innanzitutto critica chi aveva proposto uno scambio tra l’aumento dell’Iva, seppure diversificato per settori, selettivo si era detto, e la diminuzione del cuneo fiscale. Sarebbe stato ‘un autogol e un assist al senatore Salvini’, dice Renzi con una espressione da linguaggio calcistico e ricorda le conseguenze economiche negative dell’aumento  deciso dal governo Letta nell’ottobre 2013. Il quale Letta, offeso, non ha risposto direttamente a Renzi ma ha messo in guardia ‘con un consiglio non richiesto’ il premier Conte e il segretario del PD Zingaretti sui rischi che correrebbero per le incursioni di Renzi. Fra l’altro senza ribattere all’interessato e senza dire nulla sulle proposte avanzate nella sua lettera al direttore. E qui veniamo alle proposte di Renzi per ritornare a crescere: 1) sbloccare il pacchetto da 36 miliardi di euro di investimenti pubblici tenuto fermo dai lacci della burocrazia e dell’inconcludenza politica e 2) intervenire sulla spesa per liberare risorse. La prima è la spesa per beni e servizi, cresciuta fino a 150 miliardi di euro. ‘Ritornare alla spesa sostenuta nel triennio del nostro governo, tra i 134 e i 136 miliardi di euro,  – scrive Renzi – significa disporre di una cifra per il cuneo fiscale degna di questo nome. Non gli spiccioli proposti quest’anno’. La seconda riguarda gli interessi sul debito. ‘Va rimodulato il debito,  – i cui interessi oggi sono bassi e addirittura negativi nel resto d’Europa -, non le aliquote Iva’. La rimodulazione del nostro debito significa ‘cogliere l’occasione dei tassi bassi per allungare la scadenza spendendo meno e mettendo in sicurezza il Paese per un paio di decenni’. Renzi riassume così la sua proposta: ‘La vera rivoluzione è spendere meno in beni e servizi, è rimodulare il debito, è abbassare davvero le tasse’.  Sembrano tre proposte di buon senso sulle quali auspica ‘un confronto con tutti in sede accademica, mediatica, culturale’. E invece, apriti cielo! Letta tuona, Conte fa battute semiserie e Zingaretti dice che bisogna fare proposte, dimostrando così di non avere neppure letto la lettera. Senza citare altri che parlano di provocazione di Renzi. Ora, non si capisce perché un senatore della maggioranza, che è guida in pectore di una forza politica che sorregge questo governo, non abbia diritto ad esprimere il suo parere, fare delle proposte, valutare le azioni del governo e richiedere delle risposte in merito alle sue riflessioni avanzate per la risoluzione dei problemi, senza che questo voglia dire minare la stabilità di un governo che appoggia lealmente e che ha contribuito in modo determinante a far nascere. Il richiamo di Franceschini ai governi Prodi è fuori luogo, perché Renzi non ha minacciato voti contrari, anzi si sta adoperando alla soluzione dei problemi economici che attanagliano l’Italia. E tutti farebbero bene a fare tesoro della sua capacità e lungimiranza, senza ostacolarlo e criticarlo temendo di essere offuscati dalla sua intelligenza e intraprendenza.

San Giuliano Milanese, 05/10/2018

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