“500 Chicche di riso”, componimenti-battute di Alessandro Pagani

di Paolo Rausa
Giusto per ridere, introduce Alessandro Pagani questo libretto che contiene 500 battute ironiche, delle arguzie ricche di ambiguità, doppio senso, gioco di parole, invenzioni e verità, inconsapevoli di chi vorrebbe tenere tutto il discorso sotto controllo e alla fine scappa la perla, o meglio la chicca, come dice l’autore. E’ complicato trovare una origine letteraria a queste brevi locuzioni che si soffermano ad indagare l’animo umano, sorridendo del senso riposto nelle cose.  Tuttavia un antenato dotto potremmo trovarlo nell’epigramma greco e latino: un componimento lampo che prende di mira benevolmente i vizi umani, l’insensatezza del potere e la fragilità della vita, i giochi, i misteri, i nostri vizi così diffusi e comuni, le nostre virtù, a volte, più rare. Significativo il contenuto erotico e il piacere del convivio, quando ci si abbandonava a bere vino in dolce compagnia: allora si dimenticava la tristezza e le strettezze della vita, le pene e il dolore per indulgere al sogno e al desiderio di un corpo giovane di fanciulla/o. Man mano l’epigramma assume un valore politico e civile. Passa poi nella cultura latina e insieme alla satira ha la funzione di indirizzare al retto comportamento il popolo allo scopo di contenere gli stravizi. La battuta salace permane nelle rappresentazioni teatrali dei fescennini e transita nella commedia d’arte. Insomma la barzelletta o la battuta innocente ha sicuramente un retroterra culturale di tutto rispetto, ma ha lo scopo di far sor/ridere della vita, senza infingimenti, detronizzando il re, e soprattutto facendo calare le ali a chi si sente super/uomo, super dotato. “Perché ridi?, scriveva il poeta latino Orazio, è di te che stiamo parlando!” Per una volta si lasciava da parte l’alta cultura e si passava il tempo sorridendo, abbandonando i cupi pensieri. E’ questo, io credo, lo scopo principale della pubblicazione, che l’autore ci ha voluto regalare. Ben 500 chicche! Seguite da un TG Spaziale, all’apparenza demenziale, ma poi non più di tanto. Lì siamo ritratti noi, con i nostri limiti, le difficoltà, le ansie, le pretese… quando tutto sembra precipitare ecco il sorriso liberatorio che ci offre nuove sciances per riprendere a vivere, con leggerezza si spera, sapendo che prima o poi incapperemo in Alessandro Pagani che con la sua verve ci dipingerà proprio come siamo, prendendoci benevolmente in giro. “500 Chicche di riso”, 96 Rue de La Fontaine Edizioni, Follonica (Gr), 2019, pp. 107, € 10,00.

Poggiardo, 14/09/2019

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