‘La nuova Educazione. Come rivoluzionare l’università per preparare gli studenti a un mondo in divenire’, il saggio di Cathy Davidson

a cura di Paolo Rausa
L’articolo pubblicato il  23 dicembre scorso su LA LETTURA, supplemento del Corriere della Sera, a firma di Annachiara Sacchi, sulle problematiche legate ai mestieri del futuro e alle risposte che la società deve dare analizzando il saggio di Cathy Davidson ‘The New Education. How to Revolutionize the University for a Word in Flux’ (Basic Books, 2017, pp. 336, $ 28), offre lo spunto per riflettere sui temi che la scrittrice di Chicago affronta. Docente di inglese, Davidson ha fondato e dirige il centro pubblico che promuove forme innovative di istruzione dal nome evocativo ‘The Futures Initiative’ alla City University di New York e analizza le problematiche dell’istruzione in relazione ai cambiamenti tecnologici che comportano una rivoluzione dei mestieri nel futuro. Come scrive la docente, il 65% dei bambini delle primarie farà un lavoro che non esiste. Il riferimento è a professioni oggi inimmaginabili: spazzino dell’aria, chef di cibi sintetici, manager agroalimentare nelle terre più povere, ingegnere-antropologo del DNA, conservatore del clima, ecc. Se sono queste le richieste del mercato del lavoro, l’università non può stare a guardare. Deve cambiare e riorganizzarsi sostituendo alle facoltà attuali poli interdisciplinari, immaginando aree di insegnamento che tengano insieme scienze umane, economiche e antropologiche, elaborazione e contestualizzazione storica dei dati. Cathy Davidson esamina due scenari: quello attuale, distopico, problematico, e uno utopico da perseguire. L’umanità, consapevole delle difficoltà e dei problemi nel mondo, dovrebbe immaginare, oltre a macchine che si guidano da sole e a una migliore distribuzione del reddito, lavori in cui gli uomini collaborino con l’intelligenza artificiale per affrontare questioni globali: la fame, il sovraffollamento del pianeta, l’impronta ecologica – la terra non può sopportare oltre i 10 miliardi di persone, sostiene la scienza -, la cura dell’ambiente. Ma per risolvere questi problemi servono professionisti preparati scientificamente, filosoficamente, eticamente. Per gestire il controllo delle nascite serve una figura con preparazione medica, legale, che sappia collaborare con le popolazioni, dimostrare cultura e sensibilità e lo stesso approccio vale per le altre professioni: agrobusinnes, protezione del paesaggio, bioingegneria etica. ‘Per la verità stanno nascendo tanti programmi universitari per dare ai ragazzi una visione più ampia e profonda della realtà.’ – la docente si dice ottimista e allo stesso tempo mette in guardia dal  ruolo mai così oppressivo dei monopoli, che  controllano il pianeta, ridotto nelle mani di pochi. ‘Per questo – incoraggia -, fin dai primi anni di istruzione vanno formati ragazzi entusiasti, sviluppate le loro passioni, educati all’arte e all’immaginazione, necessarie per risolvere i problemi di oggi. Occorre formare  teste creative che imparino naturalmente, che vivano gli studi come una opportunità per pensare in grande in modo da offrire soluzioni praticabili in un mondo che diventa sempre più complesso. Il libro di Cathy Davidson riceverà il 28 gennaio il premio Book Award assegnato dagli atenei americani.

Milano, 27/12/2017

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