L’incitamento all’odio si può contrastare dal basso, è la tesi del filosofo Daniel Little

di Paolo Rausa
Daniel Little, rettore dell’Università del Michigan-Dearborn e docente di Filosofia, uno dei più stimati filosofi di scienze sociali, ha rilasciato di recente al giornalista de ‘la Lettura’ Maurizio Ferrera un’intervista, pubblicata domenica 28 giugno 2018, sul razzismo e sull’incitamento all’odio, che si stanno ripresentando anche in Europa. Secondo Daniel Little “le società nazionali contengono sempre disposizioni latenti alla xenofobia, al risentimento e persino all’odio tra gruppi sociali.” Alcuni leader  opportunisti hanno “attivato tali disposizioni tramite piattaforme politiche mirate, scatenando dinamiche virulente…” E’ probabile – continua – che sospetto e diffidenza siano emersi dall’evoluzione sociale e che tendano a prevalere sulle disposizioni alla fiducia. Con questo si spiega come sia più facile attivare sentimenti di divisione invece che di altruismo e di collaborazione.” E’ possibile contenere questa epidemia virulenta di odio e conflitto tra gruppi, che rischia di minare le basi della liberaldemocrazia, – secondo Little – ricorrendo a organizzazioni e ideologie che siano mirate a favorire la collaborazione e la comprensione fra gruppi diversi sul piano razziale, etnico, religioso, ecc. Lo scopo è di favorire fra le comunità il dialogo che impedisca l’emergere di divisioni e conflitti. E fa l’esempio di una iniziativa fondata da alcuni leader illuminati della comunità araba a Detroit, l’Access (Arab Community Center for Economic and Social Services), che si occupa di aiutare gli immigrati arabi ma anche di promuovere relazioni amichevoli interetniche e interreligiose organizzando attività educative, culturali e di assistenza sociale aperte a tutti, bianchi inclusi. Grazie a questi interventi il Michigan ha oggi il livello più basso di violenza interetnica degli Stati Uniti. Un modello che ha riscosso l’interesse di tutta l’America e di altri stati nel mondo e in Europa dall’Olanda. Sarebbe interessante portarlo all’attenzione anche del nostro Ministro dell’Interno per sapere cosa ne pensi. In America l’incitamento all’odio (hate speech) è praticato dai repubblicani, che sono al governo, mentre i democratici non riescono a contrastarlo in modo efficace. E’ a livello locale che il movimento può decollare. L’inversione di tendenza, negli Stati Uniti e in Europa, non è impossibile. Perciò conclude il filosofo: “Sono molto preoccupato ma non pessimista, dal momento che le ideologie e le pratiche sono suscettibili di cambiamento. Ciò che fonda, a livello micro, tutti i processi sociali sono sempre gli individui, con la loro capacità di immaginazione e di scelta politica”. Difatti le formule di Obama “Yes, we can” e “Yes, we care” sono la trasposizione di una pratica nata nel contesto locale di Chicago e da lui diffuse a livello planetario.

San Giuliano Milanese, 27/6/2018

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