La bancarotta fraudolenta di Genia non è opera dell’ex sindaco di San Giuliano Marco Toni, assolto ieri con rito abbreviato dal Tribunale di Lodi

di Paolo Salentino
L’assoluzione di un uomo pubblico, un ex sindaco qual è stato Marco Toni per San Giuliano nel decennio 1999/2009, è sempre una felice notizia, per lui innanzitutto e per i cittadini che lo hanno sostenuto col voto e dal quale sono stati rappresentati. Immaginiamo il sospiro di sollievo che ha tirato Marco Toni alla sentenza pronunciata dal giudice di Lodi Isabella Ciriaco ieri mattina. ‘Assolto dall’accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento di Genia Energia’: la sentenza ha concluso il processo richiesto con rito abbreviato. Marco Toni ci arrivava con un carico della condanna a quattro anni richiesti dalla procura, ma secondo il giudice l’ex sindaco non ha commesso il fatto il fatto e quindi è stato assolto. A fronte di questa conclusione per lui favorevole, restano alcune considerazioni da fare sulla giustizia e sulla vicenda Genia. Si è parlato in questi anni di tentate riforme in particolare della separazione delle carriere fra magistrati giudicanti e inquirenti. Ci sembra che, come in molti altri casi, questa separazione di fatto già operi perché il più delle volte a fronte della richiesta di condanne pesantissime i giudici assolvono. Questo fatto è piacevole per chi viene assolto ma non dimentichiamo l’inferno che ha passato un indagato, la vita trascorsa nell’obbrobrio, nella contumelia dell’opinione pubblica, di organi di stampa e dei politici degli altri partiti che spesso trova eco anche all’interno dello stesso partito. L’altro aspetto riguarda che fine faranno gli altri 12 imputati di bancarotta fraudolenta, fra cui l’ex direttore generale di Genia e i consiglieri di amministrazione. Questo debito, che è diventato col tempo una voragine fino ad arrivare a 77 milioni di € ridottosi a 45 sotto l’amministrazione Lorenzano, da chi è stato causato, chi ne è responsabile, chi paga? Intanto la mala gestione passata ha travolto l’ex maggioranza, punita dal voto popolare, a favore della formazione di centro destra. Tuttavia il giudizio della magistratura non inficia la valutazione morale e politica su una gestione fallimentare che ha messo in ginocchio un’azienda partecipata e ha privato degli immobili pubblici il Comune: case, scuole, campi sportivi, il cinema, l’arena del sole, tutto sotto sequestro per fare fronte con la vendita ai vari debitori senza che nessuno nel frattempo, durante l’amministrazione Toni, alzasse la parola per denunciare gli sprechi e le scelte economiche e finanziarie sbagliate. La responsabilità non può essere addebitata al sindaco: è questo il senso della assoluzione. Attendiamo le conclusioni giudiziarie dell’intera vicenda prima di capirne di più su cosa effettivamente sia successo, chi siano i responsabili e sul giudizio che esprimerà la magistratura in merito alla bancarotta fraudolenta conclamata. Insomma chi paga?

San Giuliano Milanese, 28/09/2017

Un pensiero su “La bancarotta fraudolenta di Genia non è opera dell’ex sindaco di San Giuliano Marco Toni, assolto ieri con rito abbreviato dal Tribunale di Lodi

  1. rileggevo questa articolo dopo anni….Toni è stato il miglior sindaco di San giuliano a conti fatti. Purtroppo il PD invece che affidarsi alla Bugada, che essendo vicesindaco di Tony conosceva il piano aziendale, ha sostenuto Gina Greco, una donna incompetente sulle questioni finanziarie che ha dato il via al fallimento di Genia. Toni è stato solo un capro espiatorio, chi se ne frega se durante la sua giunta Genia fosse in crescita non certo in crisi, e chi se ne frega se il commissariamento è avvenuto durante la giunta Greco, non Toni,,,,,è più semplice additare Tony e difendere la Greco, che dopo aver fatto perdere la fiducia degli investitori e aver distrutto la sinistra dall’interno (facendo il suo ottimo lavoro come cavallo di troya della destra) oggi si può finalmente dichiarare sostenitrice di Segala gettando la maschera senza però ammettere il suo ruolo da infiltrata.

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