La Terra Inquieta (The Restless Earth) in mostra alla Triennale di Milano, 28 aprile-20 agosto

di Paolo Rausa
‘La Terra Inquieta’ e dolente, desolata alla maniera di T.S. Eliot nel poema ‘The Waste Land’. Sono chiamati dal progetto artistico, ideato e curato da Massimiliano Gioni, promosso in collaborazione dalle Fondazioni Nicola Trussardi e Triennale, 65 artisti provenienti da ogni parte del mondo, soprattutto dalle zone di emigrazione, per illustrare e far riflettere su un fenomeno epocale che coinvolge le zone di guerra e i flusso migratori verso il mondo Occidentale, fra cui l’Italia. Il titolo della mostra, che consiste nella esposizione di opere d’arte pittoriche, installazioni, fotografie e video realizzati dagli artisti di Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Europa, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria, Stati Uniti, Turchia ecc., è tratto dal titolo di una raccolta di liriche del poeta caraibico Edouard Glissant,  che credeva fermamente nella coesistenza fra culture diverse. Gli artisti chiamati ad esporre interrogano lo spirito inquieto della Terra e lo rappresentano come elemento e processo di comprensione e di consapevolezza, di denuncia di un mondo che conosce guerre, carestie e ingiustizie sociali, di cui fanno le spese gli ultimi della terra, quei migranti che si adattano a compiere i viaggi della speranza e della disperazione nei deserti e nel Mare Mediterraneo che da nostrum diventa ‘mostrum’ nella installazione di Kadar Attia, composta da indumenti blu di seconda mano,  perché seppellisce con i migranti, trasbordati sui barconi della morte, secoli di storia e cultura basata sulla accoglienza. Sono immagini che vediamo scorrere quotidianamente sui nostri schermi, ma qui gli artisti fermano le lancette del tempo in un momento indefinibile per metterci di fronte alla tragedia, alla sospensione dell’umanità. I migranti non sono più fuggiaschi, non sono ancora italiani o europei, vivono il limbo della loro condizione disumana, in attesa di un riconoscimento come profughi o di essere respinti come economici. Siamo costretti a interrogarci attraversando le sale, dove le opere d’arte espongono tracce di civiltà distrutta o ricordi di un tempo felice e le speranze, riposte nel viaggio, di poter ricominciare a vivere in un’altra terra, la nostra patria Babilonia. Giusy Nicolini, nel 2012 allora sindaco di Lampedusa, in un documento si appellava all’Europa, sorda anzi col passare del tempo reattiva, che anziché accogliere minaccia di costruire muri. Accanto alle opere gli umili resti personali e lunghe teorie di persone senza nomi, naufraghi del mare definito da Glissanti ‘un ossario di amori’, mentre ‘sulla sabbia, abbagliate dal sole, le genti camminano nella tempesta’. ‘La Terra Inquieta’ La Triennale di Milano, Viale Alemagna 6, giorni e orari: da martedì a domenica dalle 10.30 alle 20.30, biglietti: intero 8 €, ridotto 6.50 €, t. +39 02 724341; info@triennali.org, http://www.triennale.org, Catalogo Electa, Fondazione Nicola Trussardi, Piazza Duse 4 – Milano, info@fondazionenicolatrussardi.com,  www.fondazionenicoatrussardi.com.

San Giuliano Milanese, 05/07/2017

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