E vengono per cercare parole nuove

di Paolo Rausa
Una ne dice e cento ne pensa, Edoardo Micati! E scrive… Scrive libri su libri… di recente ha pubblicato ‘Il fuoco dolce’ che fa seguito a ‘L’isola sulla terra’ e a ‘La profezia di Ibn Al Farrà’! Credete che basti al momento, che si prenda il meritato riposo? No, ecco sotto i vostri occhi ‘E vengono per cercare parole nuove’. Alla ricerca di un editore, alla ricerca di un pubblico famelico che attende i frutti della fantasia e della visione ironica di Edoardo Micati, giovane – non più giovanissimo ahimé! – autore salentino, di Lecce, anzi no, di nobili origini napoletane (si tratta di mercanzia!) e nientemeno discendente dal comandante Sir Edward Mc Harthy che si dibatteva fra la città di Dundee in Scozia e Messina sul veloce clipper The Sun, una nave che stazzava circa 1.500 tonnellate trasportando mercanzie dalla Scozia, juta e manufatti di meccanica leggera, in cambio di prodotti della terra e spezie per le industrie conserviere di Dundee… E storie di marinai da raccontare, quelle che il mare sussurrava nel corso del viaggio, quando la nave scivolava sulle spume e fatti dei contadini siciliani, pesanti come la terra da lavorare… E sov/vengono le parole ricercate, con il sorriso sulle labbra e con leggerezza e con ironia e con spiritosaggini, per scrivere libri, racconti, favole, poesie, culacchi e quanto la fantasia più sfrenata può suggerire alla mente fervida di Edoardo. Quasi in ordine cronologico, da quando la famiglia di venditori di stoffe si trasferisce a Lecce, fin dal XVII secolo ai nostri giorni. Edoardo raccoglie le storie raccontate e tramandate dai nonni come novello Omero, cantore dei tempi andati, e poi lui stesso protagonista, quando sbocciano i primi amori, quando i vari personaggi leccesi  si presentano sotto i suoi occhi osservatori per affidargli i loro tic, i desideri, le ansie, la miseria di una vita fatta di piccole cose, una battuta, uno sguardo carico di speranza, da sua maestà la Regina d’Italia, che scende a Lecce per vedere se è vero che è qui il tacco, al pennacchio e al cappello del federale, all’amore per il jazz, il ricordo della casa di piacere, la tenerezza sfiorita della bellezza di Marusha, ai cibi tipici della tradizione consumati alla puteca de mieru. Tanti tipi, tanti personaggi passano in rassegna di questo catalogo, non quello epico delle navi, ma dei tipi leccesi estrosi, artisti, folli che sbarcano il lunario fingendosi artisti ed eroi, non sapendo che lo sono sul serio, ora che hanno trovato la penna pungente di Edoardo pronto, terminata la pubblicazione, ad imbarcarsi in un altro giro di giostra.

San Giuliano Milanese, 28/05/2017

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