IL MEGLIO DEL PEGGIO

Ma certe trovate come quelle delle redivive femministe alla manifestazione “Non una di meno”, ce le meritavamo proprio?  Pensavamo che le scene di donne che espongono le tette gridando “il corpo è mio e lo gestisco io” fossero relegate ad un passato di rivendicazioni femministe ormai consegnato alla storia. Invece, come i peperoni quando si mangiano di sera, si ripropongono. Alla manifestazione dell’8 marzo a Milano, alcune femministe davanti al Palazzo della Regione tirano su la gonna e fanno vedere la patonza. A Roma, Bologna, Torino, e in altre città italiane, ballano mascherate, intonano cori, si confondono con il popolo arcobaleno dei gay lesbo e trans, offrono pannolini e pannoloni ai passanti, agitando mestoli e scodelle, si spogliano e saltano. Tutto un imbroglio, questo sciopero delle donne, una grande trovata pubblicitaria e una reificazione che puzza un bel po’ di stantio, di anacronistico, di superato. Le donne in piazza a protestare e gli uomini che le aspettano al ritorno a casa cantando “Chi non lavora non fa l’amore”. Premio Capo Volto.

La Ministra Maria Elena Boschi è entrata in un pericoloso cono d’ombra dal quale non si sa se potrà uscire. L’altra sera, ospite di Porta a Porta di Bruno Vespa, non ha attizzato l’audience come accadeva in passato nel corso delle sue ospitate, anzi addirittura l’ascolto è andato giù, il che appare davvero strano dato il gran pezzo di gnocca che è la Boschi. Sconta forse l’insuccesso delle Riforme cui ha lavorato il suo Ministero, tutte bocciate, insieme col Governo che le aveva promosse? Oppure la giravolta di cui si è resa protagonista in occasione della caduta di Renzi? Aveva promesso che sarebbe rimasta accanto all’amato Matteo, con lui nella buona e nella cattiva sorte, e invece, come quelle false vedove inconsolabili che si disperano alle esequie del marito gridando che mai potranno vivere senza di lui e poi si scopre che già al funerale se la intendevano con un altro, la Maria Elena nazionale non ha tardato a riciclarsi nel Governo Gentiloni ed ha accettato la prestigiosa poltrona di Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio.  Sconta forse l’impopolarità di alcune dichiarazioni non proprio felici rilasciate negli ultimi mesi? Fatto sta che quando compare lei “il morale s’affloscia e la pressione s’ammoscia”, come cantava Arbore. E s’ammoscia una sera, e s’ammoscia l’altra, e di questo passo “occhi dolci” Boschi sarà bandita dalla tv, con scorno dei suoi fans. Premio: per un punto di share.

All “Isola dei Famosi” sfilano amori e amorazzi, anche lesbo, come quello fra Eva Grimaldi e Imma Battaglini, che si scambiano effusioni a favore di telecamera. Tutto studiato ovviamente, non dico la love story fra le due (però forti sospetti nutro), ma certamente la sua epifania in diretta tv, cioè nella puntata del 7 marzo 2017, proprio un giorno prima del fatidico 8 marzo, festa delle donne ( ma va!), quando esce in edicola la rivista “Chi”(chi?), che mette in copertina la loro storia d’amore ( no dai!). Strategie pubblicitarie, certo, è l’uovo di colombo. Colombo (il viaggiatore, non il volatile) in effetti arrivò a San Salvador, non troppo distante dall’Honduras dove si svolge la mediasettiana Isola.  Altra boccaccesca love story è quella fra il “bellone” Stefano Bettarini (l’ex signor Ventura) e la modella Dayane Mello; solo che questo intreccio dura poco e il Betta viene tosto scaricato dalla “morta di fama” Dayane. In questo caso, non c’è Chi (chi?) a ratificare la fine, ma “Libero”, dalle cui colonne Alessandra Menzani scrive a proposito della Mello: “certo, da una che aveva sfilato alla Mostra di Venezia senza mutande non ci si poteva aspettare un solido riferimento sentimentale…” (8 marzo 2017).  Di grazia, qualcuno a “Libero” controlla ciò che scrivono i redattori dello Spettacolo? L’assioma bella e oca, oppure soubrette e troia, è vecchio come Matusalemme. Ormai anche la destra ha sdoganato certi cliscé. Una che non porta le mutande non può amare come le altre?  Premio castroneria dell’anno.

A “Ballando con le stelle”, la cazzuta Selvaggia Lucarelli ne ha per tutti e in particolare preda dei suoi acuminati artigli, quest’anno, è Alba Parietti ( dopo Asia Argento, l’anno scorso), ex coscia lunga della sinistra liquida e molecolare. La pungente Selvaggia affila le unghie e si avventa sulla preda. Parietti non se ne fa passare una sotto il naso e risponde all’attacco in maniera altrettanto plateale. Il tutto sotto gli occhi fintamente inebetiti della Milly nazionale. Lo zoo è servito. Pantere e panterone si scannino, avvoltoi aspettino le carogne, e struzzi corrano a nascondersi. Premio il brutto della diretta.

marzo 2017

PAOLO VINCENTI

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