Leuca, “Culture Ultime”: convegno internazionale

di Chiara Schiavano
SANTA MARIA DI LEUCA (Le) – Mercoledì 19 e giovedì 20 aprile 2017 – tra Santa Maria di Leuca e Gagliano del Capo, ultimo lembo di terra salentino – si svolgerà il convegno internazionale “Culture ultime. Forme contemporanee dell’estremo”.
Partendo dall’analisi di manifestazioni culturali liminari, le due intense giornate d’incontro congressuale vedranno docenti, ricercatori e dottorati di università italiane e straniere interrogarsi su sviluppi e prospettive nei diversi ambiti disciplinari.
Il luogo scelto, punto estremo del continente e al tempo stesso punto di incontro tra le culture europee e mediterranee, è una testimonianza di come una periferia può essere portatrice di novità, occasione di confronto e dialogo, arricchimento di senso. Questo è diventato il Capo di Leuca, terra d’origine per un gruppo di persone che dopo essersi formate e specializzate lontano da casa sono ritornate per apportare il proprio contributo allo sviluppo di questa terra.
Organizzato dal dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento e dall’Associazione Sherazade, aggiudicataria del Bando della Regione Puglia “Bollenti Spiriti – Laboratori Urbani Mettici Le Mani”, il convegno è l’evoluzione di un percorso più ampio, iniziato qualche anno fa, che mira alla valorizzazione del territorio, un progetto legato anche allo spazio LaStation, la stazione ferroviaria di Gagliano del Capo, l’ultima a Sud Est d’Italia.
“L’idea del convegno – racconta Matteo Greco, nella direzione scientifica dell’evento – nasce dalla convinzione che i luoghi periferici, di confine, siano portatori di una ricchezza culturale distintiva e profonda. Ciò che sta al limite, sia in senso geografico, che sociale, o antropologico sfugge alla rigidità e alle fissazioni, all’aridità del guardare il mondo da un solo punto di vista. Il Salento è in tal senso da sempre luogo di scambi, confronti, scontri fra paradigmi culturali diversissimi fra loro, lo è stato e lo è tutt’ora.
La scelta di fare un convegno scientifico internazionale e interdisciplinare nell’estremità del Capo di Leuca – prosegue Greco – ha in tal senso anche una valenza simbolica: dei luoghi che vengono giustamente valorizzati per le loro bellezze paesaggistiche e per le loro tradizioni culturali diverranno per due giorni l’epicentro di discorsi che guardano al futuro e alle tendenze della contemporaneità su scala globale. Mi piaceva l’idea di fare di un luogo geograficamente decentrato il centro di un processo di ricerca che mi auguro possa continuare negli anni.
I CONTENUTI
La discussione sulla marginalità parte dal decentramento puramente geografico per individuare e osservare approfonditamente forme e sistemi culturali estremi anche da un punto di vista geopolitico, socioeconomico, antropologico, semiologico e artistico.
Lo scenario mondiale attuale è paradossale di per sé: da un lato si assiste a un accorciamento e a un’intensificazione delle relazioni poiché “siamo tutti interconnessi”; dall’altra si constata quotidianamente l’emergere di nuove barriere, margini, fratture e si ripropone incessantemente il problema del sé e dell’altro.
Le culture ultime, estreme non smettono di assediare, interrogare, co-implicare le culture dominanti, centrali, maggioritarie. L’attenzione quindi si sposta verso ciò che è lontano, decentrato rispetto all’io-centro del discorso e che proprio in virtù di questa terminalità non potrà fare a meno di interrogare, prima o poi, la nostra identità.
LA DIREZIONE SCIENTIFICA E GLI INTERVENTI
La Direzione Scientifica del convegno costituita da Fabio Pollice, Stefano Cristante e Matteo Greco dell’Universitò del Salento, ha selezionato interventi che approfondiscono differenti aree di ricerca, analizzando manifestazioni culturali legate a luoghi fisici estremi per posizionamento geografico o per condizioni fisiche non favorevoli o interne a spazi sociali caratterizzati da una macro-cultura dominante, oppure ancora per il carattere terminativo inteso sul piano temporale, manifestazioni espressive orali, musicali, visive, che sono segno ancora vivo di una cultura in via o a rischio d’estinzione. Qui di seguito gli ambiti disciplinari, le aree tematiche e gli interventi:

L’arte come dispositivo di riconoscimento e riconnessione di luoghi ultimi. Riflessioni sociologiche, antropologiche, pedagogiche.
Stefano Cristante – Università del Salento
Sergio Blasi – Regione Puglia
Urmila Chakraborty – Università Statale di Milano
Eugenio Imbriani – Università del Salento
Giulia Schiavone e Francesca Antonacci – Università degli Studi di Milano

Criminalità ed emarginazione: uno sguardo socioeconomico ai margini del sistema
Guglielmo Forges Davanzati – Università del Salento
Leonardo Andriola – Università del Salento
Sguardo a Sud Est: processi di rielaborazione identitaria nel territorio salentino
Mario Carparelli – Università del Salento
Laura Lubelli – Università del Salento

Il senso come esperienza di confine. Un approccio semiotico
Pierluigi Basso – Università di Lione
Claudio Paolucci – Università di Bologna
Alberto Gangemi – Università di Bologna
Matteo Greco – Università del Salento

Marginalità e resistenze. La performance artistica sulle soglie culturali
Stefano del Medico, Alessandra Cianelli, Sarah Waring e Christopher Thomson – Università Roma Tre
Ilaria Renna – Università La Sapienza
Martina Tissino Di Giulio – Università Roma Tre
Luca Benvenga – Università del Salento

Al termine delle due giornate ci saranno momenti di incontro con le realtà del luogo: per mercoledì 19 aprile sono in programma le esplorazioni reali e immaginarie del territorio salentino, nel Parco narrativo di Fine Terra, a cura dell’associazione Sherazade e della compagnia teatrale A.li.bi; per il giorno seguente, è prevista la presentazione del progetto di indagine sulle terre estreme, a cura di Paolo Mele dell’Associazione RamDom, dal titolo “E dove il mare finisce. L’arte contemporanea come strumento di indagine di un territorio”.
“Se lo si guarda dal punto di vista di chi arriva oggi sulle nostre coste – conclude con un auspicio Matteo Greco – i luoghi ultimi del nostro Paese diventano davvero i primi. Insieme agli altri componenti dell’associazione Sherazade ci auguriamo che il convegno sia in tal senso anche una buona occasione per guardare al nostro territorio da un punto di vista diverso. Con le gambe e i piedi nel mare e gli occhi pronti a guardarsi intorno, secondo tutte le direzioni cardinali. La vista da Santa Maria di Leuca, del resto, è meravigliosa.”
Per le interviste o dichiarazioni riguardanti i contenuti del convegno è possibile consultare Matteo Greco al seguente numero 329.4433924 o scrivere all’indirizzo info@sherazadesalento.com, http://www.sherazadesalento.com/.

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