Il degrado del linguaggio in politica, il caso Poggiardo (Le)

Alla Procura della Repubblica didi Paolo Rausa
‘Fermiamo il Sindaco che non si vergogna’ si legge su un manifesto affisso nei giorni scorsi per le strade di Poggiardo, paesino vivace del Salento, datato 24 febbraio 2017 e firmato Gruppo di Opposizione ‘La Città di tutti’. Il tono e il linguaggio usati sono molto gravi e rasentano la minaccia, confermata dal proposito finale, laddove non solo ci si limita a informare i cittadini ma si arriva a incitare con toni da tribuni: ‘Non possiamo permettere al Sindaco di continuare ad agire come un Monarca Assoluto…’. Ora, conoscendo i consiglieri di questo gruppo, nessuno pensa che dalle minacce si passerebbe ai fatti ma certi discorsi, certe parole che sfuggono ad un confronto democratico possono essere raccolte da qualcuno che le interpreta in modo diverso e passa all’atto pratico. Il Sindaco a sua volta ha risposto stemperando toni e parole, invitando a ricondurre la dialettica politica ad un confronto civile, come è nello spirito democratico. L’argomento ripreso e contestato è la nomina di un componente nel Consiglio di Amministrazione dell’Ambito Territoriale di Poggiardo e un altro nello staff del sindaco, spendendo la somma di 15.400 € – scrivono gli oppositori – a favore degli amici. Attività non  necessaria – aggiungono – , peraltro senza attaccare gli interessati, considerati persone perbene ma con la pecca di essere stati in liste coalizzate con il sindaco eletto – si contesta – con solo tre voti di scarto. La risposta del sindaco con un altro manifesto murale arriva il 4 marzo e chiarisce che il nominato nel Consiglio di Amministrazione non verrà remunerato perché svolge la sua funzione senza indennità e che il rimborso per l’altro scelto nello staff è di 11.000 € ed è considerato utile per svolgere i compiti derivati dai vari impegni territoriali del Comune. E aggiunge: ‘E’ possibile che si arrivi a tanto coinvolgendo i cittadini in polemiche, quando ci si poteva chiarire prima? In ogni caso se si verificano o si ritiene che si siano verificate scorrettezze ci si può rivolgere alla magistratura e comunque si può sempre proporre una linea di intervento alternativo. L’opposizione deve governare non solo denunciare. E si governa anche indicando soluzioni alternative e preparandosi a diventare maggioranza alle prossime elezioni amministrative o politiche’. Ma il clima in Italia purtroppo è degenerato. Sui voti prevalgono i blog e i manifesti murali, i proclami conditi con termini e linguaggio offensivi che vanno oltre ogni civile dibattito e contrasto. Possiamo augurarci che non sia mai troppo tardi perseguire la strada del dialogo e del confronto, nel rispetto delle reciproche posizioni. E’ troppo chiedere questo?

Poggiardo, 05/03/2017

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Un pensiero su “Il degrado del linguaggio in politica, il caso Poggiardo (Le)

  1. La violenza la esercita chi a parole dice di essere contro mentre nella realtà la alimenta, come fai tu nel tuo articolo dando una “interpretazione” del tutto personale e partigiana del manifesto de “La Città di Tutti”… questo, Paolo, non ti fa certo onore.

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