La voce dei detenuti, delle famiglie e di chi vive il carcere.

unitAll’inizio della mia lunga carcerazione avevo letto queste parole di Victor Hugo “Coloro che vivono sono quelli che lottano”. Ed io ho subito iniziato a lottare con il corpo, poi con la testa e alla fine con il cuore. Prima l’ho fatto per rimanere umano, dopo per sopravvivere, alla fine per vivere. Credetemi: lottare, pensare, sognare mi sono costati anni di regimi duri, punitivi e d’isolamento perché spesso per ritorsione mi impedivano persino di avere libri o una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano la penna ma mi levavano la carta. Ad un certo punto, ho deciso di relazionarmi con la società esterna per smettere di parlare da solo con le pareti della mia cella. Una volta, infatti, lessi questa frase scritta tra le mura di un lager nazista: “Sono stato qui e nessuno lo saprà mai”. Queste parole mi spronarono a scrivere per fare sapere all’opinione pubblica come vive e cosa pensa un uomo condannato ad essere cattivo, maledetto e colpevole per sempre.
Pochi ergastolani, purtroppo, sono consapevoli che niente cambierà se non saranno loro stessi a far cambiare le cose; molti di loro, infatti, si cullano di illusioni e continuano a sognare e a sperare che un giorno qualcuno li libererà: il Papa, il Presidente della Repubblica, la misericordia degli umani, ecc. No! Per molti di loro nessuno li libererà. Purtroppo, lo farà solo la morte. Per questo, in un quarto di secolo, ho spesso detto ai miei compagni: “L’ergastolo esisterà fin quando lo faranno esistere gli stessi ergastolani”, perché di fronte a una pena così crudele bisogna ribellarsi.  Lo si può fare in modo pacifico, sognando, scrivendo e urlando fra le sbarre delle vostre finestre, perché una società che mura una persona viva per sempre senza la compassione di ucciderla, aggiunge male ad altro male.
L’Associazione Liberarsi, che da anni lotta per l’abolizione dell’ergastolo e del regime di tortura del 41 bis, ha deciso di mettere a disposizione di tutta la popolazione detenuta, in particolare dei condannati all’ergastolo e alle lunghe pene, il suo sito http://www.liberarsi.org e il suo periodico cartaceo “Mai dire mai”.
Mi ha incaricato inoltre, grazie al mio attuale regime di semilibertà, di curare una rubrica settimanale intitolata “Rassegna Stampa fine pena 9.999” per diffondere le notizie e le testimonianze che mi arriveranno direttamente dagli ergastolani, dai detenuti, dai loro familiari, dagli avvocati e da tutti gli addetti ai lavori.
Chi volesse aderire a questo progetto per avere voce e luce può farlo scrivendomi al seguente indirizzo postale:
Carmelo MUSUMECI
c/o Comunità Papa Giovanni XXIII
Via del Convento, 7
06031 BEVAGNA (PG)
oppure tramite questi indirizzi email:
zannablumusumeci@libero.it
ergastolani@gmail.com
Carmelo Musumeci
Febbraio  2017

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