CRONACHE MARZIANE FOREVER

cronache-marziane-forever2di Paolo Vincenti
A ridatece Craxi! 1    Renzi si venderebbe la camicia pur di andare al voto prima possibile. Il problema più grosso è convincere i recalcitranti deputati e senatori  che vedono come fumo negli occhi qualsiasi data che sia precedente al 16 settembre, ossia il tempo utile per poter maturare il vitalizio. Ebbene, il Pd sta studiando il modo di salvaguardare comunque i contributi versati dai (dis)onorevoli parlamentari, anche se la legislatura non durasse i fatidici quattro anni e sei mesi previsti dalla normativa vigente. Se Renzi dovesse riuscire in questo, avrebbe delle ottime chance di accorciare la vita della legislatura e far terminare l’accanimento terapeutico sul Governo Gentiloni,  togliendo il boccaglio al moribondo Paolo il freddo gentleman felpato.

A ridatece Craxi! 2      Da forcaioli a ipergarantisti. La parabola discendente dei Cinque Stelle è davvero ridicola. Per blindare (fino a quando non si sa) la imbarazzante (ma per nulla imbarazzata) Sindaca di Roma Raggi, il Beppe sparlante cambia lo statuto del movimento e stabilisce che per mandare al rogo qualcuno bisogna attendere prima che la giustizia si sia pronunciata. Il nuovo codice etico del M5S detta tempi e modi e se qualcuno ha qualcosa da ridire viene prontamente silenziato dal leader, e se poi continua, viene cacciato. Chi fa e disfa è sempre e solo lui, il guru: da grillo a camaleonte, per potersi trasformare a piacere, a seconda di dove tiri il vento. La Barbie alla vaccinara Raggi si dice tranquilla, anzi serena, come si professano tutti i furbastri impuniti raggiunti da provvedimenti giudiziari. I giornalisti sono tutti pennivendoli e andrebbero ammazzati, come gridano gli ambulanti davanti a Montecitorio aizzati da Di Battista, gli interventi dei parlamentari devono essere concordati con lo staff e vagliati da Grillo e Casaleggio. Fico è avvertito. E fra raggi(ri) e congiure, doppiopesismi, purghe grilline, bavagli alla stampa, liste di proscrizione, diba(ttiti) oscurati,  e foglie di fico cadute, la tragicommedia a cinque stelle è servita.

A ridatece Craxi! 3    All’interno del centro destra la situazione è scombiccherata. Tutti contro tutti.  Autolesionisti, demenziali. Salvini è convinto di aver diritto alla leadership senza passare da primarie o anticamere varie. Il problema è che Berlusconi pensa la stessa cosa. Poi ci sono la Meloni, Fitto, che ha da poco battezzato il suo nuovo movimento, i centristi fuoriusciti da Area Popolare,  Storace, Alemanno, ecc. Tot capites tot sentantiae. Non che la situazione all’interno del centro sinistra sia meno confusa. All’interno del Pd, volano i coltelli fra maggioranza renziana e minoranza “speranzosa” bersaniana dalemiana.  Poi ci sono quelli dell’estrema sinistra che si stanno riorganizzando, a partire da Pisapia. Ma come si orienteranno gli elettori fra i due schieramenti anzidetti e il Movimento Cinque Stelle?  I fatti sono che l’Italia ormai è tripolare e la sentenza della Consulta sull’Italicum certo non ha contribuito a far chiarezza. Il paese è diviso fra i tre blocchi e se si andasse a votare subito, come Renzi e i suoi sperano, non cambierebbe la situazione, rispetto al 2013. Sempre ingovernabilità, papocchi, stallo. Anzi, come afferma Vittorio Feltri, “si passerebbe da un governo del cavolo a un governo del cacchio”.

A ridatece Craxi! 4     In occasione della morte di Bettino Craxi, la figlia Stefania torna  parlare del padre e della sua ingloriosa fine. Lo fa dalle colonne de “Il Giornale” 23 gennaio 2017. Craxi, al quale molti hanno attribuito la definizione biblica di capro espiatorio,  morì in esilio ad Hammamet il 17 gennaio del 2000. Lo stroncò un tumore dovuto probabilmente al sangue marcio accumulato durante Mani Pulite.  Ma le cose stanno cambiando, ne è convinta Stefania Craxi,  che si batte da anni per una riabilitazione del noto e ingombrante genitore ( l’altro figlio Bobo invece, non proprio cuor di leone, si tiene sempre defilato).  “Sento meno ragli – dice – su Craxi è cambiata l’aria. A strepitare è rimasto solo il Trio Manetta, cioè quelli del Fatto Quotidiano, insieme a personaggi che su questa storia hanno costruito carriere da giudici e da politici, in testa il signor Di Pietro che farebbe meglio a spiegare le tante cose oscure che lo riguardano o a tacere per sempre”.  Ma ci sono segnali molto positivi, afferma la Craxi,  “come per esempio la visita del Ministro Alfano sulla tomba dello statista ad Hammamet”. Addirittura il Sindaco di Milano, Sala, sta pensando di intitolare una strada al cinghialone. Eh già, sic transit gloria mundi, corsi e ricorsi storici, e chi più ha da filosofeggiare più filosofeggi. Ma una frase dell’intervista a Stefania Craxi mi è sembrata più di tutte rimarchevole: “c’è qualcuno che pensa davvero di stare meglio oggi che negli anni Ottanta?”

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