Sabato 14 gennaio ore 17 presentazione del romanzo ‘E invece io’ di Davide Grittani all’Associazione Regionale Pugliesi di Milano

e-inveceL’APPUNTAMENTO / La storia ilare e feroce di un giornalista che (ritrovando se stesso) smarrisce il proprio ruolo.
Da Nord a Sud, la felice controemigrazione di Arioli: l’antieroe del romanzo E invece io. Dalla Padania al Tavoliere fino alla Pampa, un viaggio interiore contro ignoranza e luoghi comuni che stupisce per coraggio e attualità. Sabato 14 gennaio presentazione del libro di Davide Grittani all’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, insieme all’autore i giornalisti Franco Ordine (Il Giornale) e Michelangelo Borrillo (Corriere della Sera).
Sabato 14 gennaio 2017 il libro verrà presentato a Milano dai giornalisti Franco Ordine (Il Giornale) e Michelangelo Borrillo (Corriere della Sera): l’appuntamento è per le 17,00 presso l’Associazione Regionale dei Pugliesi in via Pietro Calvi 29 a Milano.
Il romanzo incuriosisce soprattutto per la capacità di rovesciare i ruoli, al punto che è proprio un giornalista – come sempre più spesso accade – a subire una vera e propria campagna mediatica diffamatoria senza una apparente ragione. «(…) Tanto la calunnia ha vita breve, non uccide ma sfregia come l’acido, lascia le stesse ferite anche se esteticamente non posano traccia. (…) Senza sporcarsi le mani, perché la calunnia è ecologica: non lascia tracce, non inquina, avvelena i pozzi ma non fa morti». Alberto Arioli è colpevole di aver creduto in un mondo che semplicemente non esiste più e a cinquant’anni si ritrova orfano di ideali, di certezze, di presunte protezioni a cui aveva creduto di poter attingere in eterno. Diventa un obiettivo facile, un bersaglio comodo da sacrificare all’altare del Sistema. «Non hai idea di quante persone si possano uccidere pronunciando soltanto un «sì» o un «no», vittime che restano sul campo di battaglia della vita e che prima o poi ti vengono a trovare: sotto forma di fantasmi, sotto forma di guai inattesi, assumendo le sembianze di circostanze che avevi completamente rimosso».
Sullo sfondo di un Sud «amaro ma molto generoso» come lo descrive Grittani, E invece io articola una galleria di personaggi assolutamente verosimili. «Volevo scrivere un romanzo sulla sconfitta, sulla ispirazione che deriva dalla perdita – spiega Grittani – in una società dell’immagine in cui la battuta d’arresto non solo non è concepita ma nemmeno tollerata». Il libro è dedicato, tra gli altri, a Gaetano Scirea e Francesco Nuti.

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