Fiaba delle Befane, di un ergastolano

fiabaUna volta nella galassia di Andromeda, in un pianeta chiamato Zero, si stava svolgendo una riunione con i rappresentanti nativi di tutti i pianeti sparsi nell’universo.
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Giustizia:
“Un po’ di silenzio, per favore. Siamo qui per discutere di quello che accade in un pianeta della galassia della Via Lattea, chiamato Terra. Dovete sapere che in questo pianeta esistono ancora la pena di morte, la guerra, le torture e, come se non bastasse, ci sono umani che tengono prigionieri altri umani, a volte per tutta la vita: ci occuperemo di questo.”
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Amore Sociale:
“Questi umani sono schiavi delle loro leggi scritte su pezzi di carta e il loro pensiero, davanti alla legge e all’umanità, non vale nulla. Non capiscono che la legge senza coscienza è destinata a sprofondare nella malvagità: dobbiamo fare qualcosa.”
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Solidarietà:
“Più che alle leggi e alle istituzioni bisogna credere alla magia che crea gli esseri viventi fondamentalmente buoni, spesso sono le stesse  leggi che li rendono cattivi.  In questi carceri sulla Terra entri bravo ed esci arrabbiato, quando va bene, cattivo quando va male. Pensate che in questo pianeta, in un paese chiamato Italia, tengono in prigione anche i bambini che hanno meno di tre anni… ”
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Amicizia:
“Io in questo pianeta ci vado tutti gli anni e conosco quei brutti posti. Il carcere è un luogo a sé, distaccato da ciò che è il contesto sociale, da ciò che sono le rivendicazioni dei diritti e delle libertà, un luogo oscuro ai più, dove il concetto di espiazione diventa un concetto di dominio. Per i terrestri il carcere è una discarica sociale dove vengono buttate le anime più disperate.”
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Pace:
“Qui non ci interessa il perché uno va in carcere, ci interessa solo il perché del carcere, della sua esistenza come strumento d’isolamento degli uomini dagli altri uomini, come strumento di spersonalizzazione, di dolore e di perdita d’indentità…”
Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Fratellanza:
“Anch’io conosco il pianeta Terra: i terrestri usano il carcere per allontanare, emarginare, isolare e controllare. Esiste una concreta tendenza alla carcerazione sociale da parte dei loro governanti, una carcerazione che non è solo relegare uomini e donne in luoghi costruiti appositamente, ma è anche quella di togliere ogni capacità di pensiero proprio, per una “sperimentazione” di controllo mentale e sociale: alla fine il prigioniero pensa ciò che il suo carceriere vuole che pensi.”
Poi prese la parola la befana di tutte le befane dell’Universo:
“Per tutte le stelle! Dobbiamo intervenire con tutta la magia dell’Universo! Per tutti i soli! La Terra è la vergogna di tutto l’Universo: interveniamo subito, innanzitutto eliminiamo le loro incivili leggi e cancelliamo tutti i carceri del pianeta. Non è possibile educare qualcuno tenendolo dieci, venti, trent’anni, a volte tutta la vita, chiuso in una cella: il carcere è la morte nera. Chi ruba deve lavorare per restituire il maltolto. Chi uccide deve mantenere i figli e la moglie della vittima e tentare di aiutarli nel dolore. Non si può educare nessuno e non si può rimediare al reato commesso con il carcere, la sofferenza, il dolore e le privazioni.”
Tutte le befane furono d’accordo: con la forza della magia bianca cancellarono tutte le leggi scritte e da lì in poi gli umani si giudicarono fra loro con le leggi della ragione, dell’anima e del cuore.
Tutte furono d’accordo ed i carceri della Terra furono distrutti, nessun umano fu mai più imprigionato e i crimini e i reati diminuirono fino a scomparire. E tutti gli abitanti della Terra vissero felici e contenti.

Carmelo Musumeci
Gennaio 2017
http://www.carmelomusumeci.com

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