Dal passo indietro di Lorenzano al Comune di San Giuliano al passo avanti in politica

alessandro-lorenzanodi Paolo Rausa
E’ il destino di chi perde. Alessandro beve sino in fondo il calice amaro della sconfitta alle elezioni comunali di qualche mese fa, che hanno segnato uno spartiacque per lui, sconfitto come candidato sindaco per il partito democratico e la coalizione che lo sosteneva, ma ancor più per la città di San Giuliano Milanese. Per la prima volta dal dopoguerra la maggioranza viene conquistata dal centro-destra. Un affronto per alcuni, un passo verso la normalità e l’alternanza democratica per gli altri, soprattutto per chi ha vinto. Alessandro Lorenzano è stato sindaco in un periodo molto complesso della storia amministrativa locale, perché ha dovuto gestire il fallimento di Genia, la società di servizi partecipata, che si è rovesciato con il suo carico letale sui conti del Comune. Ha lavorato con questo macigno sulle spalle e ha cercato con una politica parsimoniosa di contenere il debito, mettendo da parte come una formica i chicchi di grano per l’inverno. Che è arrivato ora con tutto il suo gelo. Ha ricevuto l’eredità fallimentare, se l’è assunta per il bene della città e ha pagato il conto con la mancata rielezione. Ora che ha visto in Consiglio la richiesta di acquisizione di tutto il patrimonio pubblico che Genia aveva impegnato secondo i piani finanziari che lui aveva proposto, l’ha approvata e ha sentito di dover interrompere questa fase per preparare il riscatto suo e del partito in vista delle prossime scadenze politiche ed elettorali. Non senza aver sofferto per l’odio che gli è stato riservato dagli avversari politici e da alcuni suoi stessi compagni di partito. Riconosce che l’altra parte che lo ha sostenuto in Consiglio ha sacrificato come lui lavoro e impegno, ha vissuto in sofferenza, guardando sempre all’obiettivo di sanare la situazione finanziaria senza cedere a facili ottimismi e a pressioni degli interessi che agiscono inevitabilmente sul territorio. E la ringrazia sentitamente. Ma ribadisce: – ‘Con oggi, con la proposta di riacquisto del patrimonio del Comune dal fallimento di Genia approvata il 22 dicembre, ritengo concluso il mio operato iniziato nel 2011, il mio servizio alla città, raggiungendo l’obiettivo che ha riempito le mie notti ed i miei giorni lontano dai miei affetti. Fare il Sindaco del sacrificio, quello che non voleva fare nessuno, per risanare 77 milioni di debito, cambiare i modi di prendere le decisioni, riportare a casa ciò che le cattive persone e le cattive azioni avevano bruciato avanzando 2 proposte e accantonando 4 dei 6 milioni che oggi proponiamo.’ Una decisione sofferta, come si può ben immaginare e come lui stesso dichiara, ma ora sente che la sua missione deve andare oltre: ‘fare un passo indietro per poterne fare tutti due in avanti’, insieme al Partito Democratico ‘che rispetto e mi rispetta’ e con il quale intende muovere i prossimi passi.

San Giuliano Milanese, 04/01/2017

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