Il Parco Letterario per scongiurare il bando di Palazzo Comi, il conflitto di interessi del presidente Gabellone, il punto all’assemblea di Tricase (Le)

img_archivio41472012155928di Paolo Rausa
L’incontro pubblico promosso dal Comitato Pro Palazzo Comi si è svolto ieri sera 21 dicembre alle Scuderie di Palazzo Gallone a Tricase (Le). “Il cuore d’improvviso ci apparve in mezzo al petto”: da qui si è partiti, con tutto il significato che assume questa frase. Simone Coluccia ha riepilogato le vicende a nome del Comitato che in questo anno e più di tempo ha cercato di contrapporsi, finora con successo, al tentativo della provincia di Lecce e del suo presidente Antonio Gabellone di affidare la gestione di Palazzo Comi, luogo in cui ha vissuto e operato il grande poeta salentino, con un bando trentennale insieme al Circolo Cittadino di Lecce. Lo scopo dichiarato è di ‘valorizzare’ le attività di ristorazione e commercializzazione dei prodotti della terra, ma non dell’ingegno, dello spirito. Diversi e accorati gli interventi dei partecipanti, che hanno apprezzato il lavoro fin qui svolto dal Comitato e hanno espresso solidarietà alla responsabile della Biblioteca Provinciale Gloria Fuortes, catapultata dalla sua attività di bibliotecaria a quella di operatrice di Giustizia, in tribunale. Tutti solidali con lei e a sostegno del Comitato, nella convinzione che Casa Comi possa continuare a svolgere e intensificare la funzione come Luogo di Cultura, ‘sede di un progetto di recupero dell’identità letteraria e di salvaguardia e tutela dell’eredità culturale del Salento’. Un progetto che andrebbe definito all’interno di un percorso di Parco letterario, con finalità di turismo culturale. Altro aspetto discusso è stato la necessità di un passaggio organizzativo del Comitato in una Associazione Culturale in grado di poter avere riconoscimenti istituzionali e partecipare ai bandi europei. ‘E la Regione Puglia che fa?’ – ci si è chiesti. Finora non ha esercitato le pressioni dovute perché il Palazzo Comi e il personale passino direttamente alla sua dipendenza e gestione per poter valorizzare al meglio il lascito in libri preziosissimi presenti all’interno del Palazzo. Molti elementi restano oscuri e sicuramente potranno fornire materia di indagine per i rapporti fra il presidente Gabellone e alcune delle aziende che partecipano al bando e che verosimilmente si apprestano a vincerlo, qualora non vengano fermate. Si è parlato di Città del gusto Lecce-Gambero Rosso che partecipa in ATI con Protem Comunicazione & Marketing e Forestaforte al Bando su Palazzo Comi e Circolo Cittadino di Lecce. Da una indagine dei membri del Comitato, veri e proprio benemeriti detective della cultura, risulta che il 10% di Città del Gusto Lecce appartiene al DAJS, il Distretto Agro-Alimentare Jonico Salentino. E nel Consiglio di Amministrazione del DAJS vi è proprio il presidente della Provincia Antonio Gabellone,  confermato consigliere del consorzio il 27 giugno scorso, manifestando con questo suo ruolo un palese conflitto di interessi. Ma non è finita qui. Il presidente e direttore del DAJS è Maurizio Mazzeo del DAJS, anche amministratore unico di Nuova Salento Energia, società partecipata dalla Provincia di Lecce (socio unico). Ma Maurizio Mazzeo è comianche fratello di Giacomo Mazzeo  che è il segretario generale della Provincia di Lecce. Qualche mese fa fu proprio l’incaricato del DAJS ad effettuare il sopralluogo a Palazzo Comi, necessario per poter presentare proposte progettuali e partecipare al Bando. ‘Perché il DAJS fa un sopralluogo a Palazzo Comi? Perché il sopralluogo non viene effettuato da Protem Comunicazione & Marketing? Oppure da Forestaforte? O da Città del gusto Lecce-Gambero Rosso? O forse DAJS e Città del Gusto sono la stessa cosa, con sede nello stesso luogo e condivisione di  personale e numero di telefono?’ – si chiedono al Comitato. Domande che meritano delle risposte e che costituiscono fonte di preoccupazione per le questioni di correttezza e di legalità che pongono. ‘Ma non è finita qui!’ – giurano al Comitato. Info: Comitato Pro Palazzo Comi, mail: occupiamocidicultura@gmail.com, tel. 380 4580810.

Poggiardo, 22/12/2016

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