INTERVISTA a CARMELO MUSUMECI

carmelo-musumeci-intervistadi Biagio Finocchiaro
http://www.lurlo.info/it/finepenamai/
Dicembre 2016
“Ricordatevi che la pena non è la passionale e smodata vendetta dei privati: è la risposta calibrata dell’ordinamento giuridico e, quindi, ha tutta la misura propria degli interventi del potere sociale, che non possono abbandonarsi ad istinti di reazione e di vendetta, ma devono essere pacatamente commisurati alla necessità, rigorosamente alla necessità, di dare al reato una risposta quale si esprime in una pena giusta”. (Aldo Moro in una sua lezione universitaria)
“Giuseppe Di Noi: Scusi secondino…
Guardia carceraria: Secondino una cippa di cazzo: superiore!
Guardia carceraria: Se non la pianti ti sbatto in cella di punizione!
Giuseppe Di Noi: Perché, questa cosa è? [riferendosi alla sua cella]” (Alberto Sordi interpreta Giuseppe Di Noi in Detenuto in attesa di giudizio)
Ci sono percorsi umani che hanno dell’incredibile. Storie come quella di Carmelo, cresciuto nella provincia catanese e divenuto oggi, tra mille sbarre e mille libri, un simbolo nazionale di riscatto spirituale e culturale.
Nato ad Aci Sant’Antonio, paesino della provincia di Catania, tre lauree (giurisprudenza, filosofia e sociologia), scrittore di sette libri (Gli uomini ombra, 2010; “Undici ore d’amore di un uomo ombra” e “Zanna Blu”con la prefazione di Margherita Hack, 2012; “L’urlo di un uomo ombra”, 2013; “L’assassino dei sogni”, 2014; “Fuga dall’assassino dei sogni”, 2015; “Gli ergastolani senza scampi”, 2016), amico di Marco Pannella ed un certificato di detenzione con scritto “fine pena anno 9999”. Lui è Carmelo Musumeci, ex boss di un gruppo criminale dedito ad omicidi, bische clandestine, estorsioni, traffico di armi e droga in Versilia. In carcere dall’ottobre 1991 e da qualche giorno in regime di semilibertà. Condannato, come altri 1400 circa detenuti in Italia, al cosiddetto “ergastolo ostativo” (art. 4 bis dell’Ordinamento Penitenziario, modificato dalla legge 356/92) ossia la forma più dura di detenzione prevista dalla Repubblica Italiana. Carmelo non ha mai vuotato il sacco su ex soci e sulle loro responsabilità, si è macchiato di tanti crimini ma ha tutta l’aria di uno che è rinato davvero. E non grazie al carcere.
Di fiori nati dal letame, vale la pena ricordare altri ergastolani divenuti brillanti dottori.  Spicca certamente la storia di Claudio Conte, super killer della SCU pugliese, laureatosi in legge con lode e menzione accademica con la tesi “Profili costituzionali in materia di ergastolo ostativo e benefici penitenziari”.

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