A Palazzo Comi di Lucugnano (Le), sede della Biblioteca Provinciale e del Museo, non c’è pace, i tentativi di allontanamento della dirigente Gloria Fuortes

casa-comi-occupatadi Paolo Rausa
Un Palazzo gentilizio a Lucugnano, ora frazione di Tricase, verso il capo di S. Maria di Leuca, de finibus terrae, all’estremità del mondo cognito, qui si era ritirato il poeta Girolamo Comi (1890-1968), figlio nobile e generoso di questa Terra d’Otranto, ospitale, messapica, greca, normanna e così di seguito. In questo palazzo neoclassico è rimasta la sua casa, la sua biblioteca raccolta in anni di studi sudatissimi e appassionati, ampliata nel corso del tempo dall’Ente Pubblico previdente e riconoscente. Ma non sempre a quanto sembra, almeno fino all’avvento dell’ultima Amministrazione Provinciale condotta da Antonio Gabellone, persona amabile sembrerebbe ma indocile, incapace di comprendere l’importanza di questo luogo come emblema della cultura salentina bistrattata nel corso dei secoli, ma attenta a fissare nelle pietre, i megaliti, e nei palazzi dei suoi personaggi più in vista, storici e poeti, le tappe di un progresso civile e culturale. Qui vicino è vissuto un altro grande spirito, ad Alessano, don Tonino Bello, che ha fatto della convivialità con i diversi da noi la nuova religione, come pratica per spartire ogni cosa, dal pane al sonno. Nel corso del tempo la situazione economica è andata via via aggravandosi. Gli Enti Pubblici non sono stati in grado di mantenere attivi i centri della cultura disseminati nel territorio salentino e fra questi il Palazzo Comi, sede della Biblioteca Provinciale e del Museo di Casa Comi. Come affrontare la nuova situazione? Ecco la bella pensata del presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. Un bel bando pubblico per privatizzare gli spazi e insediare al posto del Museo un bell’esercizio commerciale e di ristorazione… Una bella pensata, non c’è che dire, da un uomo e un politico all’altezza! Basta Casa Comi! Buttiamo tutto a mare, tanto chi se ne frega di un Girolamo Comi? Tutto bene se non fosse incappato nel Comitato che non la pensava come lui. E allora sono piovute le iniziative contro il famigerato bando, per la conservazione di Palazzo Comi. Attività culturali, musicali, appelli alla Regione Puglia e al Ministero dei Beni Culturali hanno posto l’attenzione sul bando scellerato, inibendone la continuazione. Una bella soddisfazione, dovuta all’attivismo del Comitato e all’anima della bibliotecaria, Gloria Fuortes, che si è adoperata per far conoscere la ricchezza culturale di questo povero Salento, ricco di pizziche e turismo ma scarso di luoghi pubblici comiriconosciuti come beni comuni. Una grande mobilitazione ha impedito finora la turpe trasformazione. Ma la vendetta è un piatto che si consuma freddo. Ed ecco a più di un anno di distanza, un improvviso e strano trasferimento di Gloria dalla Biblioteca Provinciale al Tribunale di Lecce. Direte voi: E che ci azzecca? ‘Non sappiamo e non lo vogliamo sapere, – ribadisce Simone Coluccia, a nome del Comitato – ma Gloria deve restare al suo posto, innamorata com’è della cultura e dello spirito inquieto di Girolamo Comi che l’ha attesa per buon tempo e ora che è arrivata non se la lascerà scappare.’ Come noi, devoti alla sua passione letteraria. ‘Spostate chi volete, ma Gloria no!’ – parte un’altra campagna di passione, proprio durante le feste natalizie. ‘Noi resteremo qui con Gloria, Mr. Gabellone! Perciò rivolgiamo istanza al Presidente della Regione Emiliano e al Ministro Franceschini, dimissionario. Questo luogo merita rispetto e tutela, con annessi e connessi. E Gloria è parte di questa storia, a cui non possiamo rinunciare!’

Poggiardo, 7/12/2016

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