Le lacerazioni nell’ANPI di San Giuliano, l’amarezza del presidente Francesco Maroni

13118842_442359205934271_4807321143336671900_ndi Paolo Rausa
Francesco Maroni, presidente della gloriosa sezione dell’ANPI di San Giuliano Milanese, ha rassegnato il mese scorso le dimissioni dalla carica di presidente e di componente del direttivo, confermando le scelte maturate a fine giugno, all’indomani dei risultati elettorali delle amministrative, vinte per la prima volta dopo il 1946 da una coalizione di centrodestra. Insieme a lui altri consiglieri si sono dimessi condividendone le ragioni, che sono riassunte nei mancati provvedimenti nei confronti di alcuni dirigenti locali che avrebbero sostenuto la coalizione di centro destra, insieme a noti neofascisti o ex fascisti, e nella scelta di sostenere la campagna per il No al referendum costituzionale. Riassume egli stesso il senso della sua scelta, ‘amara’ per uno che in questi anni ha dato l’anima per far vivere gli ideali della Resistenza fra gli alunni delle scuole dell’obbligo e promuovere iniziative per far conoscere i luoghi dello sterminio nazifascista. Ricorda che ‘un certo numero di iscritti all’A.n.p.i. ha operato in forme e modi diversi in appoggio ed affiancamento alla coalizione di centrodestra contribuendo in sostanza al risultato positivo della coalizione’, alleata ad un’altra lista con candidati conosciuti in città per le loro simpatie politiche di estrema destra. La situazione è stata fatta presente agli organismi direttivi provinciali, ma questi non hanno preso provvedimenti né di richiamo né di espulsione.  Un disimpegno di fatto che non è piaciuto a Maroni. Ancor più grave secondo lui la scelta di schierare l’ANPI a favore del No nel prossimo Referendum Costituzionale, ritenendo che l’Associazione non avrebbe dovuto schierarsi dal momento che la riforma non prevede modifiche nella prima parte della Costituzione, quella che riguarda i principi, e neppure sul potere del Presidente del Consiglio. ‘Non si comprende l’accusa di deriva autoritaria se non con una presa di posizione esclusivamente politica contro il Partito Democratico, ragion per cui non me la sento di continuare a rivestire compiti direttivi’. La mia è una scelta in dissenso – continua Maroni, ricordando i recenti fatti di Latina, le bandiere dell’ANPI mischiate a quelle di Forza Nuova e l’espulsione della senatrice Laura Puppato dalla sezione ANPI di Montebelluna (Tv), perché sostenitrice del Sì al referendum. Ricorda con emozione il periodo di attività culturale con le scuole e i docenti. Si sofferma sul ricordo di quando con circa 300 ragazzi delle terze medie erano andati a Marzabotto. ‘Mi ha colpito la commozione dei ragazzi mentre ascoltavano la storia raccontata dalla guida davanti alle fotografie dei martiri e la visita al cimitero dove avvenne gran parte del massacro, le lacrime di alcuni di loro. Ecco, questa sensibilità mi ha colpito parecchio. E poi le varie rappresentazioni teatrali e cinematografiche… – sospira – Mi mancherà molto il contatto con i ragazzi…’

San Giuliano Milanese, 13/11/2016

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