Il bullismo cos’è?

Bullismo-a-scuola-Nuova-Zelandadi Naomi De Francesco
Potrei dire che è una ostentazione di presunta capacità o abilità: banale, indisponente e rischioso modo di distinguersi, che sfocia talvolta in comportamenti aggressivi o violenti. Sarebbe però una semplice definizione da vocabolario. Il bullismo è molto più di questo, purtroppo è una piaga che affligge molti e su diversi livelli. Se ne parla tanto ma alla fin fine non si fa molto per ovviare al problema. A mio parere il bullismo non parte dal ragazzino che decide di fare il bullo, comincia da chi cresce un figlio senza stabilità psicofisica del nucleo famigliare.  Oggi i bulli non sono gli stessi di ieri e la loro radicata forza è legata ad un governo che ci abbandona. Il bullismo è un ‘piccolo’ problema di un cancro più grande e più vasto, curabile solo in maniera parziale e circoscritta se il governo non aiuta il popolo. Non voglio fare politica su un argomento così delicato quindi mi limiterò alla macchia d’olio che si sta diffondendo. È facile dichiararsi contro il bullismo e sventolare ‘la bandiera’ della solidarietà, ma molti di questi sostenitori si nascondono o fanno finta di vedere diventando a loro volta complici! Ho visto genitori difendere a spada tratta il proprio piccolo bullo e dipingerlo come vittima d’incomprensione, piuttosto che ammettere di aver sbagliato qualcosa lungo il percorso educativo. Maestri e professori che sminuiscono  i fatti dicendo: ‘non è così grave, impara a farsi le ossa. Dopotutto il mondo là fuori è feroce’.
Essere bulli è ormai un marchio di forza e di ‘alta moda’! Oggi se non sei sboccato e aggressivo con i ‘più deboli’ allora non sei alla moda. La virtualità si concretizza e diventa reale, un trasporto pericoloso poiché privo di effetti speciali e le persone si fanno male sul serio. Oggi il bullismo dal vivo è più fisico e violento ed è diventato una carneficina brutale sui social, un tempo tornavi a casa e potevi recuperare al livello psicofisico prima di tornare a scuola o al parco giochi. Oggi invece torni a casa e ti bombardano sui social o direttamente sullo smartphone tramite app per messaggi. Bisogna mobilitarsi sia come sostegno per un  nucleo familiare in difficoltà sia al livello scolastico. Serve una vera e propria rieducazione e sensibilizzazione delle masse, calcando la mano su chi pecca di omertà o questo cancro continuerà a mietere vittime.”

 

 

 

 

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