Bellezza e memoria: l’arte di Stefania Rizzo

Allegato senza titolo 00007di Francesco Greco
DEPRESSA (Le) – Nelle infinite contaminazioni estetiche e d’ogni specie della “Notte Verde 2016”, gli oltre 30 mila contadini della quinta edizione hanno incontrato l’arte originale di Stefania Rizzo, racchiusa nella mostra “Recupero creativo”.
Legni “vissuti” recuperati dal passato (tavole con cui si pressava il tabacco, sportelli di vecchie porte, ecc.), nelle sue mani rivivono una seconda vita e diventano le tele speciali usate per impressionare scorci del paesaggio della Puglia meridionale: il mare, la natura, i fiori selvaggi, gli ulivi contorti, i panni stesi al sole sbattuti dalla tramontana.
Opere di grande pathos emotivo, di intenso lirismo, che catturano l’anima di una terra, la sua bellezza struggente, il sentimento di un tempo quando l’uomo si fermava a guardare il tramonto, rapito dai suoi colori, quando il silenzio aveva un’anima, tutto era dolce e lieve e noialtri eravamo felici.
Nata a Zug (Svizzera), partita come stilista di moda (è diplomata al Professionale di Tricase, la sua specialità erano gli abiti da sposa, rigorosamente artigianali), l’artista – vive e lavora a Depressa di Tricase in via Guglielmo Dè Medici – si sentiva “soffocata”, come se qualcosa della sua spinta creativa restasse inespresso, ai margini.
Così un giorno ha deciso di mettersi in discussione e di reinventarsi ex novo. Via il tulle e le forbici, ago e filo, colori e pennelli sono apparsi i magici strumenti che le consentivano di spaziare nel suo mondo interiore incantato come accade solo nelle favole da Esopo a Fedro.
La grande padronanza tecnica unita a una forte determinazione hanno fatto il resto. Il successo dura da anni. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, in Italia e nel mondo.
Anche perché Stefania è abile nel marketing, sa come e dove proporsi: non negli spazi sterili e vuoti di pro-loco e gallerie, frequentati soprattutto da gente con la puzza sotto al naso, che cerca l’orgasmo intellettuale, ma nei luoghi vivi, ricchi di umanità, dove pulsa la vita reale del popolo: in strada, alle feste patronali (Santa Domenica a Scorrano l’ultima), alle fiere, o negli appuntamenti di grande spessore culturale e sociale come appunto la “Notte Verde” di Castiglione d’Otranto, dove in una notte magica ha venduto tutte le opere e l’ha resa felice come una bambina coi suoi giocattoli.
“Ora mi prendo un po’ di riposo, né ho proprio bisogno…”, confida ai suoi amici. Sarà vero?

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