La sindaca di Roma Virginia Raggi, le Olimpiadi, la cellulite e noi

33X73T2I4176-kjIC-U1090385505492akF-1024x576@LaStampa_itdi Paolo Rausa
Lo spirito delle Olimpiadi  aleggia su Roma e non si decide a scendere sulla terra, come Dite, l’ultima dea ad abbandonarci al nostro destino. In suo onore si celebravano in Roma antica giochi secolari, ma non ora. La vittoria della sindaca pentastellata Virginia Raggi nasce dalla speranza di cambiamento, rispetto alla incapacità della politica di amministrare una città complessa e articolata. Anzi, come dimostrano le cronache giudiziarie, si era creata una cricca che lucrava su tutto, persino sull’accoglienza dei migranti. Si capisce come la neo sindaca voglia imprimere una sterzata alla conduzione degli affari pubblici e soprattutto fare piazza pulita di tutti questi personaggi del sottobosco politico e clientelare che hanno negli ultimi anni saccheggiato la città. Ma perché ritiene che la sua azione più incisiva ed esemplare sia negare il patrocinio ai giochi olimpici? O almeno perché oscilla e tentenna? E’ bastato già avere un re che non si decideva se concedere la costituzione o ribadire il suo assolutismo. Lo fa per punire i malfattori o i cittadini e il buon nome dell’Italia, che si vedrebbe ancor più emarginata? Amministrare bene una città vuol dire innanzitutto affrontare e, possibilmente, vincere le sfide che si pongono davanti al nostro cammino. Si dimostrerebbe, come è stato fatto in Australia affidando la gestione delle Olimpiadi agli ambientalisti di Greenpeace, che è possibile immaginare e realizzare i giochi olimpici in armonia con la natura secondo principi e criteri ecocompatibili e nello spirito delle antiche gare, che ogni quattro anni venivano convocate ad Olimpia per dimostrare la vigoria dei corpi ma soprattutto per interrompere la guerra e far riposare le armi. Non può rispondere la sindaca Raggi a chi chiede lumi e una decisione sulle Olimpiadi 2024 con la sua cellulite, importante ma non fino a questo punto. Se proprio vuole dare corso al suo programmaolimpia-giochi basato sulla trasparenza e sulla partecipazione, ricorra al giudizio e al parere dei cittadini. Convochi i comizi, come si faceva in Roma antica. Chieda cosa ne pensano e si uniformi. Almeno dopo può dedicarsi ad altri problemi urgenti che assillano Roma, prima che il pallino passi, come è stato proposto in ripiego, a Milano, la città taumaturga, che toglierebbe così la primazia e il ruolo di capitale dell’Italia, gloriosa a suo tempo, non dimentichiamolo. I cittadini non capirebbero il perché della sua non scelta, se non per motivi di lotta politica, proprio per interrompere la quale venivano indetti ad Olimpia i giochi atletici.

San Giuliano Milanese, 31/08/2016

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