I redattori diversamente liberi

gli autori del periodico in corso d’opera  al festival della letteratura di milanodi Ornella Bongiorni
(tratto da  newsletter – Odg)

Ogni mercoledì hanno il permesso di uscire dai reparti di detenzione e si incontrano con Renzo Magosso, giornalista e Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, nella sala dei computer. In riunione alzano la mano uno dopo l’altro i redattori diversamente liberi del periodico “In Corso d’Opera” ideato e scritto nel carcere di massima sicurezza di Opera in provincia di Milano: fanno proposte operative dopo aver visto i Tg in cella, ascoltate le radio. Chiedono di scrivere su ciò che sta accadendo dentro e fuori le mura.
Nei tre anni di preparazione e di studio, seguendo un percorso che punta a restituirli al mondo libero dopo aver scontato la loro pena (spesso di oltre 20 anni di reclusione), si sono organizzati proprio come un vero giornale, due capiredattori, 12 capi servizio che coordinano una sessantina di redattori nei vari settori d’intervento, cronaca, attualità, medicina ( sono più d’uno i dottori con condanna definitiva), sport, inchieste, musica, cucina, e in seguito a questa esperienza hanno cominciato a partecipare anche a corsi di addestramento professionale per falegnami, idraulici, elettricisti, utili per il reintegro.

Un dato è certo: in questi anni di lavoro hanno maturato la consapevolezza che l’informazione non si può mettere sotto chiave, supera le sbarre, attraversa compartimenti stagni, punta a circolare senza manette.

Così hanno cominciato a navigare tra le notizie che coinvolgono e  appassionano il mondo civile. Con questo spirito puntano a far sapere che cosa ne pensano delle tragedie in Medioriente (molti conoscono bene quelle realtà perchè da lì provengono), hanno scritto delle stragi a Parigi, degli attentati in tutta Europa. Sugli immigrati hanno idee chiare: fanno notare che il Continente più ricco del mondo è l’Africa.

Ricco di importanti risorse anche il Medioriente: sostengono che potrebbe esserci libertà e benessere per tutti coloro che ci vivono e non sarebbero costretti a fuggire se questi territori non fossero controllati da sanguinari dittatori al soldo di affaristi internazionali e da bande criminali agli ordini di poteri lontani. Le loro inchieste, con nomi, dati, circostanze, storie di vita vissuta, raccontate con parole semplici ma dirette, possono fornire indicazioni utili, spesso inedite.

I primi due anni trascorsi sono serviti a spiegare le regole principali del giornalismo (banalmente anche ad insegnare a queste persone a scrivere sulla tastiera). Ora sanno andare dritti alla notizia, presentandola senza fronzoli, rispettando il numero delle battute previste negli impaginati. Il successo più importante è quello di aver tolto il silenziatore a queste ‘voci” mettendole nelle condizioni (dopo aver scontato la pena) di tornare nella società profondamente cambiati, consapevoli di appartenere al mondo civile dove l’informazione è pilastro di democrazia, nel pieno rispetto della libertà di tutti.

Casa di Reclusione di Milano Opera   sito web
Indirizzo: Via Camporgnago, 40, 20141 Opera MI
Telefono:02 5768 4212

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