Assegnato a Palazzo Isimbardi, sede della Città Metropolitana di Milano, il XIX Premio “L’Altropallone” ad Alessandro Lucarelli, capitano del Parma Calcio

Alessandro Lucarelli e Lucia Rizzitelli di Assistdi Paolo Rausa
Le edizioni del premio ‘L’Altropallone’ sono ormai 19. Gianni Mura,  presidente della giuria, introduce il significato di questa cerimonia, nata ‘per tutelare i bambini che nel mondo confezionavano i palloni di cuoio per conto delle multinazionali dello sport senza alcuna regola’ – aggiunge a chiarimento Milly Moratti, madrina del premio. ‘L’Altropallone’ per distinguerlo dal ‘Pallone d’oro’ assegnato per meriti sportivi, senza riferimenti all’impegno civile e morale di chi ha deciso di dimostrare attraverso il gioco del calcio l’attaccamento ai valori sportivi. Ma anche consapevolezza che questo sport è stato fortemente penalizzato da grandi interessi affaristici, dal mondo delle scommesse illegali e da comportamenti poco leali da parte degli stessi calciatori, a volte spinti alla notorietà attraverso il lancio di notizie gossip. Quest’anno il Premio è stato consegnato al capitano del Parma Calcio Alessandro Lucarelli, che ha incitato la squadra a continuare a giocare nel campionato dello scorso anno, nonostante la società fosse stata dichiarata fallita e non si ricevessero più gli stipendi. ‘Per rispetto nei confronti dei tifosi e della città – ha chiosato il calciatore premiato – non potevamo esimerci dal continuare la nostra attività calcistica in ossequio ai valori dello sport’. Damiano Tommasi, coriaceo e sorprendente difensore della Roma e della nazionale per anni, ora rappresentante dei diritti dei calciatori, ha reso omaggio al suo collega e lo ha indicato quale esempio da contrapporre a certi comportamenti immorali e ad un atteggiamento affaristico che ha coinvolto le società, ma ha anche richiamato le responsabilità della politica a seguire da vicino i problemi dello sport e a intervenire con provvedimenti adeguati. Accanto a Lucarelli l’Associazione ASSIST, Associazione Atlete Italiane, ha ricevuto il VII Premio S/Pace per la determinazione con cui si sono mosse la presidente Luisa Rizzitelli e tutte le atlete che si affermano ai primi posti nel mondo in tutte le discipline sportive ma, ‘assurdamente’, non hanno ancora il riconoscimento di professionalità da parte della legge e della Federazione Sportiva. Un disconoscimento discriminatorio che arriva anche al disprezzo e alla scarsa considerazione, quando nel passaggio di un’atleta da una squadra all’altra il dirigente sportivo si affretta ad ammonirla di ‘stare attenta a due cose: a non entrare in carcere e a non restare incinta’, oppure quando le atlete vengono definite ‘quattro lesbiche’. L’attività discriminatoria nei confronti delle donne interessa tutta la società e ancor più lo sport, come sappiamo funestate da azioni violente da parte degli uomini. Lo ha testimoniato la presidente di Telefono Rosa, Gabriella Moscatelli. ‘L’Altro Pallone’ guarda anche fuori dai confini nazionali, in direzione dell’altro mondo, dell’Africa, con il progetto ‘esportare’ sport, cooperazione e solidarietà. Se ne discuterà in un incontro già lunedì prossimo 25 gennaio sempre a Palazzo Isimbardi, dalle ore 11 alle ore 13.

San Giuliano Milanese, 19/01/2016

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