Il bello dell’Italia al Teatro dal Verme di Milano

Ezio Bossodi Paolo Rausa
L’idea che si possa e si debba ripartire dalla valorizzazione delle nostre bellezze è geniale, considerando il fatto che l’Italia possiede nella propria storia, nel paesaggio, nelle opere d’arte, nella pittura, nella scultura, nella scienza e nelle attività della moda e della industria tracce di eccellenze. Guardare alla bellezza non come categoria dello spirito ma come mezzo espressivo, come qualità del genio italico frutto di culture millenarie con le quali conquistare il mondo, non colle armi, ma con i nostri ambasciatori, testimonial nei campi più disparati, dalle arti, alla musica, allo sport, alle attività produttive creative e di trasformazione. Giovedì scorso, 10 dicembre, al Teatro dal Verme è stato presentato il progetto ‘Il bello dell’Italia’ patrocinato dal Corriere della Sera e sono stati chiamati a rappresentarlo dei grandi esponenti nel campo musicale, sportivo e produttivo. Il pianista Ezio BossoValentina Vezzali ha eseguito arie che inseguivano il volo di un uccello. Leggere le sue mani che accompagnavano le melodie. Le note fondevano l’aria e la attraversavano come piume. Valentina Vezzali ha raccontato la sua determinazione, la sua grinta, l’idea di bellezza che le hanno fruttato la conquista di numerosi premi, riconoscimenti e medaglie d’oro alle Olimpiadi nella scherma. Si è forgiata fin dall’età di 9 anni al seguito di un maestro che ha imparato a usare la spada, tratta da una canna di bambù, in un campo di prigionia. De Gregori ha espresso l’idea di bellezza, mentre salivano le note e le parole della sua canzone, ‘La donna cannone’. Aveva preso le mosse dalla colonna sonora del film ‘La stangata’, poi rimodulata, e da un fatto di cronaca letto per caso su un giornale locale mentre sorseggiava in un bar il caffè, colpito dalla notizia che un piccolo circo di provincia fosse costretto a chiudere perché la sua attrazione principale, la donna cannone Francesco de Gregoriappunto, era sparita, scomparsa per inseguire il suo amore. E poi de Robilant, alla ricerca del talento nel mondo, ha inviato i suoi figli a ricercarlo a loro volta, dispendendoli, e poi Illj  che ha fatto del caffè un’arte universalmente riconosciuta. La prima serata ha rilanciato questa idea di bellezza degli italiani e dell’Italia in tutto il mondo. Seguiranno altre pubblicazioni e altre serate nel 2016 in cui si affronteranno gli aspetti della bellezza nelle varie attività umane, nell’industria, nell’ambiente, nella preservazione del paesaggio e nelle creazioni artistiche, ecc. perché siano il volano di questa nostra terra d’Italia che ha tanto da dire e da dare agli altri nel mondo.

San Giuliano Milanese, 12/12/2015

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