Mr. Gabellone, la cultura e noi

palazzo-comi-1di Paolo Rausa
Lo sport della Provincia di Lecce, retta da Mr. Antonio Maria Gabellone,  è quello di demolire musei e biblioteche. Nessuno ha indetto la gara, ma lui in solitaria ha deciso così. Non importa se le province sono state declassate dal decreto Delrio e sono prossime ad essere del tutto abolite, ma lui niente, insiste, per vendetta. Così sono passati sotto la sua scure il Museo di Storia Naturale del Salento a Calimera, con il suo Centro di recupero e accoglienza della fauna selvatica ed esotica, meglio conosciuto come Osservatorio faunistico, Ospedale degli animali selvatici, oltre che luogo di memoria e di sedimentazione della storia naturale animale vegetale e litorea. Pare che i fondi destinati al Museo dalla Regione non siano più disponibili e quindi, mancando le risorse, il suo destino di chiusura sarebbe segnato. Non pago, ha rivolto lo sguardo bramoso a Palazzo Comi di Lucugnano (fr. di Tricase), ultima e sfortunata residenza del poeta Girolamo Comi. No, Comi no! E invece Mr. Gabellone l’ha fatta grossa! Ha unito questo ad un altro edificio di Lecce di gran pregio immobiliare e li ha messi a pubblico incanto per trent’anni senza curarsi del fatto che il nostro Palazzo Comi ospita la libreria provinciale e quella personale del poeta. Ma che ve ne fate di una biblioteca? – dice il nostro. A nulla sono valse le proteste del Sindaco di Tricase Antonio Giuseppe Coppola di subentrare alla Provincia di Lecce. No e poi no, la vendetta deve compiersi! Certo se si risvegliasse il compianto papa Galeazzo… troverebbe lui la soluzione_MG_7952-2 schernendo il nostro presidente a tempo, di un ente in liquidazione. Basta Mr. Gabellone! Noi andiamo oltre. Lei ormai ha fatto i danni. Lo scherzo vale finché dura poco. Noi andiamo avanti, a Bari, da Emiliano, a Roma da Renzi e dal ministro della cultura Franceschini e da quel buon uomo che è il Presidente Mattarella. Qualcuno ci ascolterà. Ce la faremo mr. Gabellone a far fallire i suoi piani e troveremo il modo di valorizzare i nostri talenti, il paesaggio, la cultura, il genio… tutte cose che lei non conosce. Se proprio non intende, si levi di torno e ci faccia riparare ai suoi progetti. Da qui non passeranno, ce la metteremo tutta, anche i nostri corpi e se non bastassero anche le nostre anime. Povero Salento, che cosa ci tocca vedere… Meno male che la coscienza civile cresce e allora ‘ex clade salus’ direbbero gli svizzeri sconfitti a Marignano nel 1515, dalla sconfitta la salvezza. Cresce la voglia di partecipazione attiva per proteggere i nostri beni comuni, che ci provengono dal passato e che abbiamo il dovere di preservare per le generazioni future! Capito?

Poggiardo, 21/09/2015

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