Cerimonia per la stele del 1765 sul ponte dell’Addetta a Balbiano di Colturano

Ponte di Balbianodi Paolo Rausa
Il ponte di Balbiano non è ‘Il ponte sulla Drina’ di Ivo Andric. Lì si raccontano le storie dei rapporti travagliati fra la sponda serba e bosniaca per quattro secoli a partire dalla sua costruzione nel 1571, concepita dal pascià turco Mehmed Sokolovič. Qui il magistrato delle strade, il conte e marchese Paolo Camillo d’Adda, nel 1765 fece gettare questo ponte più saldo, in pietra, per congiungere le sponde dell’Addetta in località Balbiano di Colturano. Il decurione rispose tardivamente ad una sollecitazione dell’arcivescovo Carlo Borromeo che in una visita pastorale nel 1573 lamentava la difficoltà dei fedeli di raggiungere la sponda su cui era la chiesa e partecipare così alle funzioni religiose. Prontamente era stato predisposto un ponte provvisorio in legno. Ma si sa, da noi la provvisorietà dura un po’ fino a quando le autorità non si rendono conto che è ora finalmente di procedere. L’Addetta confluisce più a sud nel Lambro e mescola le sue acque nel Po, attraversando i campi floridi del sud milanese e del lodigiano. Un ponte analogo fu gettato nei pressi di Vizzolo, pochi anni dopo, nel 1773. Una stele in pietra ormai illeggibile ricordava l’evento. Il merito della sindaca Marilena Dosi è stata la decisione di ripristinare la stele, che si è scoperto essere in marmo di Candoglia, lo stesso utilizzato per il Duomo di Milano. Sulla stele, in lingua latina, viene ricordato l’evento, la data e il nome del magistrato delle strade, che si stagliano sullo stemma di famiglia, solcato da onde nero-blu in omaggio al fiume. Un ponte che ha consentito di ‘valicare’ l’Addetta ai villici che hanno coltivato queste terre sotto gli spagnoli prima, sotto gli austriaci poi, e ha favorito i piccoli commerci di prodotti agricoli scambiati con i manufatti provenienti dalla città di Milano. Una storia da scrivere, una storia cosiddetta minore, ma che ha consentito alla sindaca, al parroco don Andrea Coldani, che lo ha benedetto, e ai cittadini organizzati dalla Pro Loco di riconoscerne il valore storico e sociale a distanza di 250 anni dalla sua costruzione.

 San Giuliano Milanese, 13/9/2015

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