Ulivi del Salento, ora ci si appella al Papa

23 nov 2013, Salento, olivi disseccati in rivegetazione, contro le menzognedi Paolo Rausa
Una lettera a Papa Francesco, un appello affinché interceda presso i Santi in Paradiso e salvi da questo flagello della Xylella il Salento e gli ulivi che hanno da sempre rappresentato il volto della pace e dell’accoglienza della ‘nostra’ terra, povera ma generosa, sempre ospitale con tutti quelli che a ragione o a torto se ne sono voluti impossessare portandoci anche elementi della loro cultura di sopravvivenza, ma inclemente nei confronti delle nuove criminalità che si vestono di agro-mafie per prostrare il territorio agricolo, florido, felix come dicevano i romani a proposito della Campania e di questo lembo della terra che si slancia ardentemente verso i mari, come diceva Plinio Il Vecchio. Gli ambientalisti non sanno più a che santo votarsi per fermare la follia distruttiva che considera la Xylella la nuova peste da combattere ‘eradicando’ di sana pianta gli ulivi. Che termine astruso: eradicare! E’ proprio vero, i termini non sono neutri: questo genera confusione e paura, che si combatte stando tutti insieme nella manifestazione di domenica prossima alle 15 in piazza Sant’Oronzo a Lecce, che dall’alto della sua colonna romana, limite della via Appia in terra di Messapia, si mostra benedicente. ‘Assoldiamo tutti, santi e laici, per guarire un territorio ferito, prostrato, ma mai domo. – scrivono gli ambientalisti al Papa – Non vogliamo che accada come in Britannia con il discorso di Calgaco, re dei Caledoni, riportato nel De Agricola di Tacito, quando si riferisce con sintesi estrema alla politica imperialistica dei Romani in questi termini: Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant (Dove hanno fatto il deserto, lo chiamano pace). La stessa politica denunciata oggi dalla scienziata indiana Vandana Shiva, quando sostiene che siamo stati dominati dalla avidità e che come diceva Gandhi: ‘La terra ha abbastanza per le necessità di tutti, ma non ha abbastanza per la avidità di certe persone’. E si riferisce al dominio delle multinazionali: ‘Ma noi possiamo produrre cibo migliore rispetto a quello delle sementi OGM della Monsanto. E il nostro commercio può essere più equo e solidale rispetto a quello immorale di Cargill che ha fatto aumentare i prezzi durante l’ultimo anno.’ Giura che ‘noi ci batteremo per fermare il dominio delle multinazionali corrotte. Vogliamo creare un  sistema che garantisca cibo a tutti, difendendo i produttori e assicurando prezzi equi per tutti.’ Come lei anche gli ambientalisti salentini sono decisi a fermare questa mercificazione del mondo. ‘Un’agricoltura che si prefigge soltanto il guadagno deve vendere più fertilizzanti, più pesticidi, più OGM. Fermiamo insieme questa pazzia.’ – così si rivolgono al Pontefice come per chiedere la sua benedizione. Una preoccupazione condivisa anche da Carlo Petrini a proposito di Expo, che deve essere non una vetrina, ma un’occasione per confrontarsi sul diritto al cibo, la sovranità alimentare e la sostenibilità ambientale. E ripresa nei convincimenti di Ermanno Olmi riguardo alle priorità di Expo, che devono assicurare la sincerità del prodotto, salvaguardando il rapporto naturale tra l’uomo e la terra e facendo di questo la garanzia della qualità. Così da dichiarare con certezza che ci salverà il mondo contadino, quella  civiltà contadina che abbiamo perso: l’onesta relazione tra chi produce e chi consuma, la sacralità del cibo che non si deve alterare, perché da lì discende la correttezza dei nostri comportamenti, il rapporto di fiducia tra produttore e consumatore, l’equilibrio e l’armonia del creato. ‘Perciò dobbiamo imparare dai contadini a proteggere le piante, a dosare l’acqua, a rispettare la terra per garantire un futuro a chi verrà dopo di noi. – sostiene il grande regista interpretando correttamente il senso di sgomento degli ambientalisti di fronte alle minacce di ‘eradicazione’ verso gli ulivi del Salento, quando confessa che ‘se potessi ricominciare da capo/cercherei di capire meglio gli animali/gli alberi/le stagioni/il giorno e la notte/perché gli uomini resteranno sempre un enigma. Lo sviluppo è quando tutti ricevono quel che gli spetta, mentre spreco è quello che nasce dall’interesse di qualcuno  a vendere di più.’ Nonostante i nostri difetti e i nostri inganni Olmi e noi tutti non dobbiamo perdere la speranza: sarà la terra a salvarci! Il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento ci crede e confida nel Papa perché illumini i nostri uomini politici e gli scienziati per salvare attraverso gli ulivi noi stessi! Info: forumambientesalute@gmail.com,  http://forumambiente.altervista.org/.

Poggiardo, 28/03/2015

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