‘Terra di memorie’ in ricordo di Antonio Bozzetti, al Teatro Officina di Milano

10959321_853401734722296_2165221398352367317_ndi Paolo Rausa
Non ho conosciuto il ‘cuntastorie’ Antonio Bozzetti, vissuto in questo quartiere della periferia nord di Milano, Gorla, una volta paesino a sé stante come i confinanti Turro, Greco, Crescenzago che la vorace espansione della città di Milano ha inglobato. I piccoli martiri di Gorla, 184 bambini, centrati dalle bombe ‘alleate’ il 20 ottobre 1944, erano vissuti qui, in questo quartiere popolare, nelle case di ringhiera, costruite con una modalità semplice, adattata dall’architettura rurale della cascina, ballatoi di comunicazione e le porte d’ingresso agli alloggi collegate da un lungo balconcino perimetrale lungo quanto l’estensione del caseggiato. Qui è vissuto Antonio Bozzetti. La sua storia si snoda nei racconti della sua fanciullezza e poi della giovinezza narrati dalla sua stessa voce. Apprendiamo di una condizione di vita essenziale, ma ricca di umanità e di solidarietà sociale. I giochi di strada, i racconti degli abitanti scanditi dal lavoro nei campi, nelle officine, una saggezza secolare che Antonio raccoglie e mette a disposizione dei giovani. Per non dimenticare! Le atrocità nazi-fasciste e la resistenza di popolo armata. La scelta di stare dalla parte degli ultimi, degli operai che lottavano per migliori condizioni di lavoro e per aumenti salariali, ma soprattutto l’idea di costruire una società nuova, più libera e più giusta. Nasce la frequentazione con il Teatro Officina, diretto da Massimo de Vita, che quest’anno si avvia a ricordare i 40 anni dalla fondazione. Una produzione teatrale sempre attenta ai fenomeni sociali, alla comprensione dei processi politici, alla possibilità di affermare una visione della società con una prospettiva di partenza dei ceti popolari. I due mimi, bravissimi, Maurizio Vai e Stefania Milia, accompagnano la narrazione dando vita al personaggio Bozzetti, in uno spettacolo diretto magistralmente da Daniele Robazza. Al termine il ricordo dei famigliari e degli amici che lo hanno conosciuto e che hanno condiviso con lui un pezzo di storia sociale, rivedendolo mentre continua a recitare le sue storie, anzi a rappresentare se stesso nei cunti, rivolti ai giovani, a raccontare perché la memoria non disperda i mille rivoli della nostra storia e delle nostre vicende, piccole, ma significative, soprattutto quando a ricordarle è ancora la voce di Antonio Bozzetti, mentre Anna Melato intona la ‘Canzone arrabbiata d’amore e d’anarchia’ nello spettacolo ‘Cuore di fabbrica’, anno 1998. Info: Teatro Officina, Via Sant’Elembardo 2, Milano (MM1 fermata Gorla), http://www.teatroofficina.it, tel. 022553200.

Milano, 18/2/2015

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