Trivelle? No, grazie! Il Salento domenica dice “No”

z-3di Francesco Greco
CAPO DI LEUCA – Trivelle off-shore: il Salento dice “No”. E invita il ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, a venire sul territorio per discutere sulla delicata tematica. Magari il 28 dicembre, quando a Santa Maria di Leuca ci sarà una manifestazione indetta dal Comitato “No-Triv” del Capo di Leuca (ore 15.00, Lungomare Cristoforo Colombo, corteo e alle 16.30, dibattito con Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale, Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Nicola Panico, presidente dell’Ente Parco Otranto-Leuca, Paolo D’Ambrosio, direttore area marina protetta di Porto Cesareo e don Stefano Ancora, della parrocchia di San Giovanni Bosco di Ugento).
Stavolta non sembrano esserci distinguo di carattere ideologico e politico: destra e sinistra sono concordi nell’opporsi a un progetto devastante, che modificherebbe con violenza il logo più intimo del Salento, la sua immagine nel mercato globale delle vacanze. E infatti aderiscono alla manifestazione Comuni di ogni colore politico, di destra e di sinistra. Da Alessano (sinistra) a Salve (destra). Che hanno annunciato la loro presenza accanto alla Chiesa, ad alcuni consiglieri regionali e parlamentari eletti in zona, ma anche istituti scolastici, associazioni e la società civile.
Com’è noto, l’istruttoria per i necessari permessi è iniziata il 30 ottobre scorso e lo stesso Galletti ha chiesto alle popolazioni locali di esprimere la loro opinione. La risposta è appunto una manifestazione in programma domenica prossima. Dopo il corteo e il dibattito con i rappresentanti delle istituzioni, seguirà un maxiconcerto contro quella che gli organizzatori definiscono “la deriva petrolifera”. In pedana: Kalascima, Puccia, Officina Zoè, Diavolo del Bosco, Ionica Aranea, Maremoto Cioccolata e altri. A seguire, poesie contro le trivelle: reading di Matteo Greco, presidente dell’associazione “Sherazade”.
Si tratta, ancora una volta, dopo le scelte unilaterali e le devastazioni della siderurgia di Taranto e la Chimica di Brindisi, di decidere quale modello di sviluppo darsi. E stavolta la base della piramide intende farlo in prima persona, senza più deleghe, tantomeno a una classe politica capace di “Mafia Capitale”. Le trivelle in cerca di idrocarburi al largo del mare cristallino di Leuca e dintorni lacera l’icona turistica costruita faticosamente in questi ultimi anni e che tanto successo riscuote grazie anche a una sinergia degli operatori e delle istituzioni.
In prima fila nella battaglia c’è la Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca. L’idea di chiedere al ministro di farsi vivo in Salento è stata del Vescovo, Monsignor Vito Angiuli. La Consulta delle associazioni laicali guidata da don Flavio Ferraro e da Enea Scarlino ha scritto giorni fa a Galletti per ricordare, in caso non lo sapesse, che la morfologia del territorio e le sue bellezze paesaggistiche, naturali e artistiche, sono incompatibili con gli idrocarburi e le trivelle.
E hanno citato le parole appassionate di Sua Eccellenza Angiuli, un Vescovo intellettuale, sintonizzato col cuore del suo popolo. “Il Salento – sono le parole del prelato di origine barese (Sannicandro) – è terra di una bellezza incontaminata, dell’incontro e dello scambio, del reciproco riconoscimento e del comune destino”. Fatta questa premessa, Monsignor Angiuli chiede al Ministero di “evitare di snaturare un territorio che ha un altro destino e un’altra vocazione in tutto il Mediterraneo. Il Capo di Leuca – aggiunge – non è una terra da sfruttare, ma da valorizzare a partire dalla sua stessa conformazione geografica”.
Un ecologismo che riecheggia quello di Papa Francesco quando con angoscia si chiede se “stiamo veramente coltivando e custodendo il creato o se lo stiamo sfruttando e trascurando”. Galletti quindi dovrebbe rispondere in primis al Papa e quindi tentare di rassicurare il Salento sul progetto delle trivelle off-shore (fra Leuca e Tricase Porto ma anche in altre zone del mare pugliese) e magari spiegare se al di là dell’approvvigionamento energetico tutto ciò sia compatibile con l’economia del Salento fondata essenzialmente sul turismo, “voce” che registra continui incrementi di arrivi (e fatturato), in controtendenza rispetto al dato nazionale, e nonostante i 7 anni di crisi nera che abbiamo alle spalle.
(foto di Antonio Chiarello)

 

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