‘Arthas il Grande, Leone di Messapia’, romanzo storico di Fernando Sammarco

ARTHAS IL GRANDE LEONE DI MESSAPIAdi Paolo Rausa
‘Tιμή ϰαί Αρετή’, (Timé kai Areté, Onore e Virtù): sono i due valori costitutivi a cui è improntata l’azione politica e l’epopea del giovane principe di Manduria, Arthemisias. ‘Noi Messapi siamo ormai da secoli sulla difensiva contro la tracotante Taras…’ perciò è necessario dare vita ad una Hetairia o Fratellanza Sallentina che guardi al suo passato con orgoglio e rivolga lo sguardo al presente con la passione e la speranza di realizzare la pace fra i popoli vicini. Dal Salento alla proposta di una Grande Philia Mediterranea che ‘possa alimentare una promettente unione politica, etica e spirituale fra tutte le entità territoriali che vanno dal Ponto Euxinos alla Colonne di Herakles’. Così Arthas nel discorso conclusivo al Convegno di Rhudia, presso Lykiae (l’attuale Lecce), convocato con l’intento di promuovere la pace, non come assenza di guerra ma come ςυμμαχία (alleanza, confederazione dei popoli). E’ la primavera del 395 a.C. Erano passati 37 anni da quando Arthemisias, guidato dagli dei messapici Bàlakras, Zeus Messapeus e Zàvaos Baletinos, l’antico nume illirico, aveva scoperto per caso in una grotta le armi che una leggenda attribuiva all’eroe argivo Diomede, approdato nel corso del νόςτος (nostos, il ritorno) su queste sponde. Da quel momento Arthemias/Arthas avrebbe cambiato le sorti delle genti che abitavano la penisola salentina, un crogiuolo anche allora di elementi greco minoici e illirico danubiani, riscattandole dalla schiavitù imposta dalla vicina città dorica, Tάρας (Taranto), che dominava il golfo ionico. La civiltà messapica era già sviluppata nel V secolo a.C., contava notevoli città che si dedicavano alla fiorente attività agricola e ai commerci attraverso i porti di Brention (Brindisi), Axa (Kallipolis), Odra (Otranto) e Leuka, ma Aoxenton, Neriton, Alytia, Rudhia, Lykiae, Manduria, Orra e Baxta erano divise. I suoi successi militari in soccorso della colonia panellenica di Thurii e contro Taranto lo consacrarono stratega e capo assoluto delle forze messapiche. Propose quindi una Sacra Fratellanza Sallentina, con scopi difensivi e di collaborazione economica. Una visione politica moderna inclusiva, che si allargò fino a comprendere in un dialogo ideale di pace durante il Convegno di Rudhia le maggiori potenze mediterranee in perenne conflitto fra di loro, i greci, gli etruschi, i cartaginesi e le popolazioni italiche che si affacciavano sul mare, per costruire un mondo diverso, migliore, dove si imponessero la pace e la cooperazione. Fernando Sammarco ha fatto di questo personaggio storico e leggendario un principe dalle vedute attuali. Lo riconosciamo quando guida le schiere messapiche contro i fanti tarentini, contro le sette religiose che infestano il territorio, quando esprime il sentimento d’amore per Deίva Narenta, quando si esercita nell’arte oratoria, ne condividiamo i propositi, le ansie, i timori, gli ideali. Fernando Sammarco ci dona un’ulteriore prova del suo amore per la cultura e la civiltà messapica, già espresso in numerose pubblicazioni, fra tutte ricordiamo I Leoni di Messapia del 1999. Qui nel suo massimo splendore. Gli avvenimenti narrati sono inquadrati nei fatti contemporanei, la Guerra del Peloponneso fra Sparta ed Atene soprattutto, la disastrosa spedizione in Sicilia, il dialogo fra i Melii e gli Ateniesi dove prevale la ragione della forza, lo splendore della Atene di Pericle e la sua politica democratica che franò sul piano dell’imperialismo marittimo con la crisi della lega delio-attica, la condanna a morte di Socrate. Fernando Sammarco ci rende partecipi anche degli usi e costumi, delle gare (la partecipazione di Arthas alle Grandi Panatenee di Atene), delle riflessioni filosofiche e spirituali dei seguaci di Pitagora Samio, dei momenti di gioia dei salentini quando dedicano alle feste dionisiache, le Bisbee, e alle feste delle messi, le Megalartia in onore di Demetra, i giusti tributi di genti che guardano alla pace e al progresso fra i popoli. Fernando Sammarco, Arthas il Grande, Leone di Messapia, Tuglie, 2011, pp. 303, € 15,00.

San Giuliano Milanese, 11/11/2014

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