Le vie del lavoro, incontro fra la segretaria CGIL Susanna Camusso e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti alla Fondazione Corriere di Milano

Camusso e Poletti alla Fondazione Corrieredi Paolo Rausa
L’occasione di confronto lunedì scorso fra la segretaria della CGIL Susanna Camusso e il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, già presidente di Legacoop, in vista di Expo Milano 2015, non poteva che iniziare con la domanda, rivolta dal giornalista Dario di Vico, sul contratto di lavoro appena firmato per i lavoratori addetti alla esposizione universale. Susanna Camusso riflette sull’incertezza che si è determinata, sui tempi lunghi della macchina che dovrà garantire l’apertura il 1° maggio di Expo, sulla corruzione e infine su che cosa succederà dopo. La questione che più la vede contrariata è questa necessità di ricorrere alle deroghe contrattuali e normative, ogni volta che in Italia si mette in cantiere una grande opera, con gli inevitabili rischi di aumento dei costi e della corruzione (vedi le vicende giudiziarie che hanno coinvolto proprio Expo e il Mose a Venezia). Non ritiene che in Italia ci sia un problema di regole il ministro Poletti, semmai occorre costruire il loro senso, la loro finalizzazione, chiarisce. E ritornare al senso di responsabilità dell’individuo. Non esiste l’equazione più regole uguale più democrazia, più efficienza, anzi il problema è l’opposto. Semplificare il quadro normativo all’interno di certezze condivise è il senso della legge deroga proposta dal governo e in discussione alle Camere, il cosiddetto ‘Job act’, che ha lo scopo di creare occasioni di lavoro, semplificando, incentivando non a pioggia ma per obiettivi e soprattutto cambiare il sistema del sostegno ai lavoratori che perdono il posto di lavoro. Motivi di contrasto non mancano fra i due interlocutori. Anche per Camusso il nostro paese ha un eccesso di regolamentazione. ‘Perché bisogna fare una società ad hoc per Expo? – si chiede – Perché dal 2008 i primi appalti arrivano nel 2011?’ Non si capisce perché si deroghi e neanche quale logica governativa guidi la riforma della Pubblica Amministrazione, attenta solo al risparmio dei costi del personale ma che non risponde alle necessità di funzionalità. Le vie del lavoro passano anche dalle cosiddette partite Iva, quelle vere e quelle false che nascondono mancate assunzioni, dalla semplificazione del quadro contrattuale. Contratto unico o riduzione delle forme contrattuali? Per Camusso c’è qualcosa che non torna nella legge delega in discussione al Parlamento, innanzitutto perché non è una legge operativa e poi perché vanno messi al centro gli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro. Per Poletti ci sono politiche del lavoro e politiche sociali. Il numero dei contratti va semplificato e quelli che rimangono devono competere fra di loro, per es. i contratti a tempo determinato devono aver un costo più basso. Sul versante degli imprenditori le parti hanno le loro proposte. Ad un imprenditore che chiede di non essere lasciato solo quando l’azienda entra in crisi, Poletti replica che vogliamo buoni imprenditori e Camusso sottolinea come accanto ad un buon terzo di imprenditori capaci, onesti e innovatori, ce ne sia una buona parte che è piccola che andrebbe aiutata ed incentiva ed un’altra che è ‘insopportabile’, che andrebbe ‘scaricata’. Infine sul salario minimo sono d’accordo sul fatto che una parola risolutiva va posta dall’Europa che deve uniformare i vari istituti nazionali. Poletti lancia un fendente a Camusso e a Confindustria assente: ‘La partecipazione dei lavoratori alla responsabilità dell’impresa è ormai matura. Perché le parti sociali non si trovano e fanno degli accordi in tal senso?’ All’invito Camusso replica con l’estensione dei diritti universali, il diritto alla maternità per es. ‘Partecipi a che cosa? – si chiede – Al rischio di impresa? Non scherziamo! Come ridiamo valore al lavoro in termini di economia, di norme, di libertà?’ Due visioni che devono trovare sintesi verso le opportunità che discendono da Expo 2015 e oltre.

San Giuliano Milanese, 10/6/2014

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