Gli ambientalisti del Salento rilanciano l’azione contro lo sradicamento degli ulivi con un sit-in venerdì 18 aprile alla Prefettura di Lecce

Foto 5bdi Paolo Rausa
‘Siamo giunti al triste epilogo! Un vero e proprio eccidio ai danni dell’agro-foresta degli ulivi salentini, motivata con il palese inganno del patogeno da quarantena Xylella Fatidiosa’. Gli ambientalisti salentini non ci stanno e denunciano l’irresponsabile autorizzazione regionale allo sradicamento dei primi 104 olivi secolari. Per questo intendono investire le autorità di governo organizzando per venerdì 18 aprile alle 17 sotto la Prefettura di Lecce un raduno per dire ‘basta a questa follia distruttrice di un albero simbolo della vita e caratteristico del Salento!’ Si è costituita una certa simbiosi fra vita umana e vegetale tanto che gli ambientalisti sentono minacciata la propria esistenza. Invitano a partecipare tutti i cittadini del sentimento di solidarietà nei confronti di questa specie minacciata non dagli agenti patogeni, ma dalla insensatezza umana, che qui ora assume le forme e l’aspetto di una deliberazione regionale. ‘Ma gli alberi non manifestano alcun sintomo di malanno!’ – ribattono gli ambientalisti. E allora sorgono i dubbi sull’intera vicenda, sia per la procedura di emanazione delle direttive fitosanitarie, sia sotto l’aspetto della profilassi. Come nei mesi scorsi, quando si era dichiarato per legge il disseccamento delle piante, che insensibili alle disposizioni normative invece avevano intrapreso la via del rigoglio. Un incontro che mira a ribadire la necessità di un coinvolgimento del territorio e degli agricoltori innanzitutto, ma anche delle tante associazioni ambientali e dei tanti cittadini che hanno a cuore il patrimonio naturale e arboreo del Salento. ‘Perciò bisogna vederci chiaro! – sostengono gli ambientalisti – E l’unico organo al di sopra delle parti a cui intendono affidarsi è la Magistratura alla quale si rivolgono sollecitando un’indagine a tutto campo. A questo punto non ha senso continuare con gli abbattimenti degli alberi, anzi occorre fermare anche l’irrorazione di prodotti chimici o di sintesi, che sarebbero nocivi per l’ecosistema e per la salute dei cittadini. La speranza degli ambientalisti è che l’eco di questa mobilitazione travalichi il territorio locale e nazionale e giunga alle orecchie degli ispettori europei, più sensibili di quelle dei nostri amministratori – si augurano gli ambientalisti –, che indichino vie e metodi di cura e di coltivazione diversi, naturali e biodinamici, rispettosi dei cicli biologici. Ricominciamo daccapo ordunque: ‘Si riconosca con umiltà che eradicare le piante non serve a debellare il batterio e che sono necessari altri studi entomologici e antiparassitari, che non conducano a sancire la fine anzitempo dei nostri ulivi, alberi millenari e patrimonio del Salento e dell’umanità intera’. Per info: Associazione Spazi Popolari, associazione per la promozione dell’agricoltura organica rigenerativa e dei principi dell’agro-ecologia, della sovranità alimentare e del rispetto del territorio, http://spazipopolari.blogspot.it/, spazipopolari@gmail.com, https://www.facebook.com/groups/421893727923961/?fref=ts; Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino, coordinamento.civico@libero.it, coordinamentocivico@yahoo.it, Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, forum.salento@yahoo.it, forumambientesalute@gmail.com, http://forumambiente.altervista.org/.

Poggiardo, 18/4/2014

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