Mo’ vena Natale e u ttegnu dinari

“Mo’ vena Natale e u ttegnu dinari; mi
pigghiu a pippa e mi mindu a fumari!…”
( Adesso arriva Natale e non ho denari;
mi prendo la pipa e mi metto e fumare!”)

Cosa voleva dire quell’uomo con quella frase?
Forse tutto o niente, ma solo in apparenza!
Stava vivendo, comunque, una delicata fase,
ma non si lagnava della sua magra esistenza.
Aveva da sempre creduto nell’aiuto di Dio,
che aveva illuminato la mente pia dei vicini;
giammai si era trovato sull’orlo di un pendio,
aveva sempre dormito su quattro cuscini!
La gente del tempo era magnanima e solidale,
non si sbatteva mai la porta in faccia a nessuno;
credeva nell’amore e nel messaggio del Natale
e mai e poi mai si lasciava l’indigente a digiuno.
Chi viveva da solo non si sentiva abbandonato,
contava sempre che qualcuno allungasse la mano;
non si sentiva in colpa di trovarsi in quello stato,
e non era umiliato di essere su un più basso piano.
Quel “fumatore di pipa” possedeva una fede fervente.
Poteva pure imprecare contro la sorte per la miseria,
né si lamentava contro il Cielo di essere un perdente:
nel suo petto batteva un cuore immune dalla cattiveria.
Chiedeva la forza di reagire alla precaria condizione,
poi si guardava intorno e scopriva che non era da solo;
a quei tempi di vacche magre c’era molta comprensione,
si cercava di rimanere insieme e non isolati in un polo.
Il Santo Natale era la festa che facilitava la vicinanza,
almeno in prossimità si seppelliva l’ascia della discordia.
Spirava un vento che apriva l’orizzonte della speranza
per spingere su un mare amico la vela della concordia.
Chi faceva il bene sceglieva il silenzio e non l’esibizione,
era grande il piacere puro del donare con la spontaneità;
non si metteva mai in imbarazzo la disagiata condizione;
lo slancio amico era guidato dall’amore e mai dalla pietà.
Esistono ancora, purtroppo, quei fumatori di pipa oggigiorno,
hanno però una minor fiducia nel futuro e le tasche vuote;
alcuni sono poco visibili per orgoglio e vivono in ogni intorno
e chi potrebbe finge di non vedere o ignorare situazioni note.
Buon Natale con il cuore e con la mente!
Carmine Scavello

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