Ambientalisti e scienziati oggi a convegno per gettare semi di verità sugli ulivi

Gli ulivi del Salento in rivegetazione(foto del 23 nov. 2013di Paolo Rausa
“Ulivi: cura e non tortura!” Sta in questa forte indicazione tutto il senso del convegno organizzato dagli ambientalisti salentini oggi, alle ore 18,30 al Centro Polivalente “Insieme” di Sannicola (Le) per dire una parola di verità sulle menzogne che sono state diffuse in queste settimane sulla cosiddetta epidemia degli ulivi salentini, che sarebbe causata – a loro dire – da un parassita, meglio identificato con il nome di Xylella. La tecnocrazia ufficiale a fronte di un fenomeno di disseccamento parziale degli ulivi  in un’area molto ampia, circa 8.000-10.000 ha, a ovest del Salento, hanno definito la loro strategia da macchina di guerra: estirpazione in massa degli alberi colpiti, irrorazione dai mezzi aerei di pesticidi, mezzi di incenerimento per bruciare ogni residuo di vita a terra, insomma una terra bruciata che gli ambientalisti e gli scienziati riuniti vogliono evitare. Non comprendono la pace del deserto, non credono che questa strategia produca risultati se non la tabula rasa di una campagna florida che si trasformerebbe in deserto, con in più il carico di veleni che resterebbe sul terreno e penetrerebbe anche nelle acque di falda. Per scongiurare questo pericolo – altro che lotta ad un microbo sconosciuto! – si indicano metodi naturali, lenti ma efficaci, che trovano la loro ragione nella capacità riproduttiva della pianta, nelle pratiche biodinamiche, nella lotta biologica, nel divieto, una buona volta, di antiparassitari, di prodotti chimici, responsabili dello stress vegetale che stanno subendo le piante. Altro che quarantena coercitiva, mai finora neppure immaginata per combattere una parassitosi o una presunta ‘epidemia’.  La verità è che si fa in fretta a gridare al lupo al lupo, richiedendo mezzi per debellare la malattia. Si alzano i toni della voce, si descrive una visione catastrofica per catalizzare l’attenzione e richiedere finanziamenti per affrontare la situazione al Governo e alla Unione Europea. Ecco l’arcano! I finanziamenti semmai devono servire a sostenere gli agricoltori per la diminuita o mancata produzione e non per altro. E soprattutto se una lezione si può trarre da questa vicenda è che bisogna ritornare alla natura nelle pratiche produttive, semplici e sicure, così come è stato fatto nel corso degli anni. Non ne gioverebbero gli ulivi da simili interventi ipotizzati dai tecnici, non né gioverebbe il paesaggio e neppure il turismo di una landa desolata, come vorrebbero ridurre la campagna salentina. Questi argomenti saranno trattati nel corso del convegno dall’on. Adriano Zaccagnini, dal professor Giuseppe Altieri, noto agro-ecologo, docente ordinario di fitopatologia, entomologia e agricoltura biologica dell’Istituto Agrario di Todi (Perugia), dall’epidemiologo Prisco Piscitelli dell’Istituto Scientifico Biomedico Euro-Mediterraneo e dalla fitopatologa Margherita d’Amico.

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