Un vasto parco urbano a compenso dell’area commerciale ‘Cascioni’ a Galatina

Coni-visuali-pittoreschi-da-tutelare-Serra-tra-Galatina-e-Collemeto-Masseria-fortificate-2di Paolo Rausa
Sull’area confinante e complementare con il progettato insediamento commerciale che dovrebbe sorgere in contrada ‘Cascioni’ a Galatina è prevista la realizzazione di un grande parco urbano della superficie di 50.000 mq. (5 ettari), dotato ovviamente di piante (altrimenti che parco sarebbe?), sentieri per camminare, panchine per sedersi, illuminato con un’area giochi per bambini, un bel parcheggio per 100 posti auto, al servizio anche del centro commerciale, n. 2 campi da calcetto, una guardiania, servizi igienici pubblici compreso quello per disabili e altro. Le Associazioni ambientaliste  (Italia Nostra sez. Sud Salento, Coordinamento Civico per la Tutela del Paesaggio e della Salute del Cittadino, Forum Ambiente e Salute, Comitato Galatina Libera dal Cemento, Associazione Dottori in Agraria e Forestali della provincia di Lecce, Gruppo Agronomi Associati  e Associazione culturale Arido salentino–Agricoltura naturale e dintorni) ormai hanno posto sotto osservazione le delibere e le varianti urbanistiche che mirano a trasformare aree agricole di pregio in aree commerciali. E poiché il Comune sa bene che tali trasformazioni sono lesive della destinazione naturale dei suoli, propone di affiancare il centro commerciale al Parco cittadino, certamente gradito alla popolazione. Su questo le Associazioni ambientaliste  hanno rilevato innanzitutto scarsa trasparenza da parte del Comune nel dare pubblicità agli atti. A tale proposito sarebbe il caso di proporre una consultazione cittadina per capire se certe scelte siano condivise o meno. Che ne pensa il Sindaco? ‘Se è sicuro dei fatti suoi’, non avrebbe alcun problema a ricorrere al voto popolare. Siamo o no in democrazia? Crediamo che questo debba essere il senso di qualsiasi osservazione: valutare insieme ai cittadini la ricaduta economica, ambientale e occupazionale delle scelte amministrative e scegliere di conseguenza. Gli ambientalisti hanno scelto da che parte stare! Dalla parte delle sane pratiche ecocompatibili, che non arrecano più danni dei problemi che gli Amministratori Pubblici dicono di risolvere. La Regione è chiamata alla tutela del paesaggio e non alla sua distruzione in nome dello sviluppo, crediamo!

23 ottobre 2013

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