Il video de “La Grande Guerra, i sentieri del sangue perduto” a San Giuliano Milanese

Il Rumiz Day a San Giuliano-la locandina

di Paolo Rausa
Sull’Altopiano di Asiago alle falde del Monte Ortigara, un giorno di luglio alle ore 22, la richiesta della parola d’ordine: “Altolà chi va là?”. “Alpini” è la risposta. “Alpini no basta. Parola d’ordine!” – è la replica. “Traminer, Malvasia, e Vitovska.” – risponde il nuovo arrivato come lasciapassare. “Vito cossa?” – non capisce. “Xe vin de Trieste.” – non può non conoscerlo. “Allora passa, can de l’ostia” – riconosce così il fratello. Nello scambio di battute nei dialetti veneti e lombardi si configura il luogo del dramma della Grande Guerra, che il prossimo anno conta cento anni dall’inizio delle ostilità. Il giornalista Paolo Rumiz ha percorso in lungo e in largo i luoghi della memoria, 600 km di fronte da Trieste al gruppo Adamello, ha trascritto le cronache di questi viaggi immaginando le trincee strapiene di soldati in attesa di essere mandati al macello sotto i colpi delle mitraglie del nemico, mentre il regista Alessandro Scillitani fissava momenti ed emozioni in un video, pubblicato con il titolo  “La Grande Guerra. I sentieri del sangue perduto”. Per rivivere le sensazioni, le speranze e le condizioni terribili dei soldati è stato organizzato anche a San Giuliano Milanese il Rumiz-Day un incontro a cura del Gruppo Paolo Rumiz-“Un asso del giornalismo”, martedì 10 settembre alle ore 21 presso la Sala Previato del Centro Cultura in piazza Vittoria a San Giuliano Milanese con la visione del filmato. “Si tratta di una iniziativa, con il patrocinio del Comune di San Giuliano, che coinvolgerà in questa data le città italiane che hanno aderito”. – ci dice Ornella Bongiorni, la organizzatrice dell’evento – Vedremo insieme il film frutto del lavoro di questo grande giornalista-camminatore”. Il viaggio inizia da Trieste, sua città natale, contesa all’Impero Austro-Ungarico, mentre immagina di vedere giungere nel porto le salme dell’arciduca d’Austria e della consorte, uccisi nell’attentato di Sarajevo e traslati sul treno per Vienna, il 2 luglio 1914. Paolo Rumiz ci tiene a far sapere che questa storia è da Trieste che deve iniziare, ma qui come in Trentino gli avvenimenti prendono corso sotto un’altra bandiera e non nel maggio del 1915, come è stato fatto credere finora agli italiani, ma ‘in quel mattino di luglio del 1914. Un anno in più da raccontare”.

San Giuliano Mil., 7 settembre 2013

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