“Le urlavo di respirare,è morta tra le mie braccia”

francadi Giuseppina Manin
«Mi è morta tra le braccia». Dario Fo racconta gli ultimi istanti di Franca. Li ripete a se stesso quasi a convincersi che sia accaduto davvero. «Si era alzata come tutte le mattine. Forse più affaticata del solito, la notte aveva tossito tanto. Ma insomma, era in piedi. Come sempre preoccupata per me, che la valigia fosse pronta, che non dimenticassi niente. Sarei dovuto partire per Verona, per le prove dello spettacolo su Maria Callas che avevamo scritto insieme e che avrei dovuto interpretare sabato all’Arena. Ma poi d’un tratto le manca il fiato. Franca! Che succede?! Mi guarda come per chiedermi aiuto. Respira! le grido. Respira forte! Non ce la fa, il suo petto si solleva sempre più lento. Quando arriva l’ambulanza è ormai fermo. I medici provano in ogni modo a rianimarla. Ma lei non c’era già più».
Difficile credere a quelle parole: Franca non c’è più. Dopo sessant’anni insieme, come pensare a un domani da solo quando si è sempre stati in due? Dario e Franca, Franca e Dario. Più che una coppia, una cosa sola. Come Filemone e Bauci, due grandi alberi con radici e rami intrecciati.
Scuote la testa ripensando a quest’anno orribile: «Se ne sono andati tutti, Jannacci, Missoni, Melato, Don Gallo…»…
«Il solo conforto è che ero qui. Fosse successo solo un’ora dopo, quando ero già partito, non mi sarei mai dato pace». Neanche lei l’avrebbe permesso. Mai sarebbe potuta andarsene senza un ultimo abbraccio di Dario. «Ci siamo amati tanto, ma non tutto è stato rose e fiori. Ci sono stati momenti difficili…». Anche scioccanti, come quando nel 1989 Franca annunciò in diretta tv di volerlo lasciare. «Eravamo reduci da un litigio clamoroso, ma mai avrei pensato… Sapevo che quel pomeriggio lei andava dalla Carrà e da casa guardavo la diretta, quando la sento dire: ho deciso di lasciare Dario, niente dura per sempre, morto un papa se ne fa un altro… Mi è venuto un colpo».
«Franca è nata sulla scena, la sua è una grande famiglia di comici dell’arte. Sua madre, l’Emilia, l’ha fatta debuttare neonata nei panni dell’infanta in Genoveffa di Brabante . Quando ha saputo che volevamo sposarci, mia suocera ha mandato un lamento: un altro attore in famiglia! In cambio ha preteso che ci sposassimo in chiesa. Era convinta che le unioni degli altri figli non fossero andate bene perché non consacrate. In effetti la benedizione del parroco di Sant’Ambrogio ha funzionato».
Milano, 30 Maggio 2013

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