Iolanda e Ugo ancora senza casa, mentre il sindaco di Lecce promette e non mantiene

di Paolo Rausa

OLYMPUS DIGITAL CAMERAChi si ricorda della storia commovente dei coniugi sfrattati di Lecce, Iolanda Buffolino e Ugo Mennuni? Le pagine della cronaca locale dei quotidiani e le immagini televisive erano entrate nelle nostre case perché la pietà aveva vinto sull’indifferenza e sul disprezzo delle istituzioni comunali, che non avevano saputo assegnare un alloggio a questa coppia con 4 figli, 3 minorenni, sbattuti in strada nel periodo natalizio e costretti a dormire nel loro furgone. Un quotidiano alla vigilia di Natale era giunto a dichiarare che il Comune aveva finalmente concesso un alloggio, ma la notizia si era miseramente rivelata falsa e il quotidiano non si era neppure peritato di chiarire. Da allora il silenzio. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone, che nel frattempo si era improvvisato attore e aveva calcato le scene del set, non aveva avuto né il tempo né la pietà di sostenere questa famiglia, senza casa, sfrattata per morosità, che vive con la pensione minima sociale di Ugo, sui 440 € al mese.  Serpeggiava il sospetto che la famiglia sfrattata, a cui avevano occupato l’alloggio durante la sua assenza, avesse scambiato il diritto con denaro. Un sospetto mai trasformato in atto amministrativo di decadenza, perché non provato. Anzi il Sindaco era giunto a dichiarare alla loro presenza che avevano rinunciato di proposito all’alloggio – cosa non vera, come risulta all’Assistente sociale del Comune. Il Sindaco avrebbe dovuto sapere della denuncia che Iolanda aveva inoltrato ai Carabinieri di Lecce il 10 marzo 2010 in cui dichiarava che “ignoti malfattori” erano entrati nel suo appartamento e se ne erano impadroniti, come se fosse di loro proprietà e non pubblico. Questa denuncia giace in Procura della Repubblica, finora senza esito. Il Sindaco si è ben guardato dal far sgombrare l’alloggio e restituirlo alla legittima assegnataria, perpetuando così l’illegalità.  Né si è preoccupato di assegnare un altro alloggio alla coppia illegalmente estromessa e non si è preoccupato di sostenere economicamente questa famiglia che non ha i soldi neppure per comprare le medicine e si cura ricorrendo al sostegno volontario di alcuni cittadini impietositi. All’Ufficio Assegnazioni del Comune non risultano domande precedenti della famiglia, cosicché sono stati invitati a rifare la domanda di assegnazione ex novo, con grave danno perché in questo modo perderanno i diritti acquisiti e il punteggio di anzianità. “La situazione non può reggere!” – sostengono Iolanda e Ugo, aggiungendo che hanno dato mandato a un legale per seguire la loro denuncia e capire se vi siano inadempienze amministrative. Sono più che mai decisi a compiere delle azioni eclatanti, come lo sciopero della fame e della sete in piazza Sant’Oronzo, se il Comune non provvederà a trovare una soluzione di assegnazione di un nuovo alloggio e un sostegno economico per far fronte alle precarie condizioni economiche. Iolanda e Ugo si rendono conto che Lecce non è la terra dei Feaci che accolse con straordinaria ospitalità Ulisse e che il sindaco Perrone non è Nausicaa. Forse occorrerà trovare un nuovo aedo che riscriva l’Odissea di questi Ulissi moderni che hanno avuto solo il torto di essere figli del popolo e in quanto tali, gli ultimi della terra. Ma come Ulisse non demorde e si vendica dei proci così Ugo e Iolanda hanno in serbo delle mosse che consentano il raggiungimento dei diritti e il soddisfacimento dei bisogni!

Poggiardo, 6/3/2012
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