KAMA, Sesso e Design alla Triennale di Milano

Atlante anatomico del corpo erotico reificato, sala principale della mostradi Paolo Rausa
Dal dio indù Kama all’Eros greco, questa mostra in corso alla Triennale Design Museum di Milano ci porta in viaggio nei tabù, nei misteri e nella potenza evocatrice del sesso. Il divieto ai minori di 18 anni è già un segno del prevalere nella nostra società dei visti censori sulla creatività artistica. Guardinghi, la Dea Madre in atto di partorire e il Grande Antenato itifallico, statue in legno della Nuova Guinea prestati dal Museo delle Culture di Lugano, presidiano l’inizio e la fine del percorso, che dalle radici storiche mitiche e antropologiche fino ad oggi vede esposti circa 300 fra reperti archeologici, disegni, fotografie, oggetti di artisti e designer internazionali. L’argomento si presta a molteplici significati culturali e antropologici. Merito della curatrice Silvia Annicchiarico è di avere chiamato a far riflettere su questo argomento complesso numerosi artisti internazionali, che attraverso 8 inedite installazioni site specific hanno fornito una personale interpretazione sul tema. “Gli oggetti esposti – sostiene la curatrice – indagano modi, forme e strategie con cui la sessualità si incorpora nelle cose e ne fa strumento di conoscenza per chi le progetta e anche per chi le usa.” Al centro la grande sala dell’Atlante anatomico del corpo erotico reificato  con l’esposizione di un numero indefinito di oggetti d’arte e di design, realizzati nel corso del tempo, in cui le scene o le forme richiamano esplicitamente accoppiamenti sessuali o gli organi femminile e maschile, oggetti d’uso comune quali sedie, poltrone, tavoli, chitarre, maioliche, anfore e coppe greche del VI sec. a.C. e la vergine mediterranea steatopigia, dagli ampi fianchi, che richiama la maternità e l’origine del mondo. Tutto intorno alla sala centrale i site specific dei designer Andrea Branzi, le cui installazioni richiamano la concezione delle civiltà antiche orientali e occidentali del sesso come espressione creatrice che muove il mondo, di Nendo-Shivering-Bowls, il set di piccoli vasi in silicone esemplifica  il momento in cui eros e design si intrecciano in quel piacere spirituale fornito dal contatto, di Matali Crasset che in Chuchotements, sussurri, ricostruisce il piacere erotico della lettura, di Jemina Stelhi che disegna “un mobiliario” umano in cui il corpo femminile, immobilizzato in pose ludicamente provocanti, si fa supporto e struttura portante di tavoli o sedute, di Paola Anziché, in cui i corpi o parti di corpi si accoppiano con oggetti, di Francisco e Casalida Figueiredo titolari di un’antica fabbrica di ceramiche che realizzano oggetti dall’uso quotidiano con forme e immagini dell’organo sessuale maschile dalle funzioni scaramantiche e propiziatorie, mentre Beton y Vernon mette in dialogo i suoi gioielli dedicati alla sessualità del corpo e dell’erotismo, ecc. e infine Nacho Carbonel con una installazione che simula un fallo con una apertura superiore realizza la sintesi dei sessi e celebra l’unità e la completezza della donna   insieme al sentimento di desiderio e di attrazione dell’uomo nei suoi confronti, invitando i visitatori a penetrare dall’alto nella struttura e a perdersi nell’ignoto. Invito  che seguiamo volentieri. KAMA. Sesso e Design, Triennale di Milano dal 5 dicembre al 10 marzo. Orari: martedì- domenica 10,30-20,30, giovedì 10,30-23. Vietato ai minori di 18 anni. Info Triennale.org
San Giuliano Milanese, 7/12/2012

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