Esaurite le risorse della Terra quest’anno già dal 22 Agosto

a cura di Paolo Rausa
Il 22 agosto 2012 cade l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità ha superato i limiti e il budget a disposizione, quest’anno, per consentire alle risorse sulla terra di rinnovarsi. Ora sta operando in una situazione di sovra-consumo, secondo i dati forniti dalla Global Footprint Network, una organizzazione internazionale di ricerca con sedi in California e in Europa. L’Earth Overshoot Day è un’idea concepita da un comitato di esperti, ambientalisti ed economisti, che stabilisce il divario tra le risorse che la natura può rigenerare e il loro utilizzo richiesto per sostenere le attività umane. Come la nostra banca che con l’estratto conto tiene in nota le entrate e le uscite, richiamandoci quando il conto è in rosso, così il Global Footprint Network tiene in nota la domanda dell’umanità in relazione all’ammontare delle risorse naturali e dei servizi ecologici. Questi calcoli ci mostrano come in poco meno di otto mesi abbiamo esaurito le risorse e la capacità di neutralizzare la quantità di anidride carbonica che il pianeta è in grado di fornire, in un anno, in maniera sostenibile. Per il resto dell’anno, quindi, viaggeremo in deficit ecologico, dando fondo alle riserve naturali e accumulando anidride carbonica nell’atmosfera. La nostra “sovra spesa ecologica” è diventata un circolo vizioso, con cui erodiamo sempre di più il capitale mentre il nostro livello di consumo, o di spesa, cresce. I costi sociali ed economici potrebbero essere devastanti, se continua questo livello di consumi. Questa forbice fra disponibilità e consumi di risorse si è divaricata a partire dagli anni ‘70. Se l’attuale andamento continuasse senza cambiamenti, ci servirebbero le risorse di due pianeti – cosa impossibile! – già dalla metà di questo secolo. Cosa fare per invertire la tendenza? Occorre cambiare gli stili di vita e limitare i consumi al necessario, evitando gli sprechi. La popolazione mondiale continua a crescere e ha superato i 7 miliardi di persone. Di queste due miliardi non hanno accesso alle risorse per soddisfare i bisogni di base, cibo e acqua, una situazione  aggravata dai consumi delle economie emergenti, fra cui quella della Cina. La sua impronta ecologica, cioè la sua domanda di risorse naturali e di servizi, è la più grande del mondo. Non tutte le popolazioni ovviamente consumano le stesse quantità. Gli Stati Uniti per es. hanno livelli così alti di consumi che servirebbero quattro pianeti terra se tutta l’umanità consumasse come loro. L’overshoot in questo caso sarebbe anticipato al 28 marzo. E l’Italia? Consumi di due terre e mezza e overshoot il 23 maggio. Il Brasile richiede le risorse di poco meno di due terre e overshoot terminato  il 6 luglio. In Qatar, il cittadino medio richiede le risorse di cinque terre, ecc. È urgente quindi cambiare il corso e invertire le tendenze attuali di consumo, cambiando gli stili di vita personali  e le modalità produttive, e utilizzando le soluzioni di risparmio energetico che ci offre la tecnologia. Soprattutto si impone un freno alle scelte urbanistiche e al consumo di suolo, e l’obbligo per le aziende private e per gli enti pubblici di compilare il bilancio “ecologico” delle loro attività, se vogliamo che la Terra prosperi e soprattutto sia disponibile per le generazioni future. L’impronta ecologica si può calcolare e, volendo, ridurre. Vedere il sito: http://www.footprintnetwork.org/calculator.
San Giuliano, 22/08/2010

2 pensieri su “Esaurite le risorse della Terra quest’anno già dal 22 Agosto

  1. LUNICA VIA PER DIMINUIRE IL DISASTRO ECOLOGICO E FARE COME LA CINA E CIOE POTER FARE SOLO UN BAMBINO COSI LA POPOLAZIONE DIMINUISCE GRADUALMENTE E IN POCHI DECENNI LE RISORSE CI POTREBBERO BASTARE SE NON ATTUIAMO UNA POLITICA NELLE NASCITE ENTRO POCHI DECENNI SI ARRIVERA AD UNA GUERRA MONDIALE PER LE RISORSE E LI CI SARA UNA DIMINUZIONE TRAGICA DELLA POPOLAZIONE E MEGLIO CHE CERCHIAMO DI DIMINUIRE SENZA ARRIVARE AD UN PUNTO DI NON RITORNO

  2. Il problema è terribile e nessuno ha (ancora) una soluzione. “Cosa fare per invertire la tendenza? Occorre cambiare gli stili di vita e limitare i consumi al necessario, evitando gli sprechi.” Queste poche parole, purtroppo, non rappresentano una soluzione ma solo un modo per rimandare, di poco, il collasso. L’umanità ha qui l’opportunità di mostrare il suo IQ, proponendo una soluzione sostenibile, non penalizzante né per i Paesi in via di sviluppo né per quelli già sviluppati. C’è da dire che in genere le soluzioni vengono fuori solo quando si manifesta prepotentemente il bisogno, e la mia domanda è: Siamo sicuri che il bisogno c’è? Spero, ma non credo, che sia una domanda sensata…

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