Pagine Nomadi di Igort alla Triennale

di Paolo Rausa
L’8 maggio scorso è stata inaugurata alla Triennale di Milano, e durerà fino al 10 giugno, la mostra “Pagine nomadi” di Igort, uno tra i più importanti esponenti di graphic novel italiana. Instancabile viaggiatore, Igort è nato a Cagliari nel 1958 e lavora da trent’anni come autore di fumetti e illustratore. “La mostra si chiama come il mio ultimo libro, Pagine nomadi, e racconta il lavoro di questi ultimi anni, e l’idea di narrare viaggiando” – annuncia l’autore. Il suo viaggio attraversa i territori dell’ex Unione Sovietica, fin dal 2008 e dura due anni. Annota le sue impressioni sui taccuini, durante lo spostamento in treno e durante le pause in albergo, e comincia ad abbozzare i personaggi e le situazioni che daranno poi vita al volume edito con lo stesso nome della mostra. Suddiviso nei Quaderni Ucraini del 2010 e nei Quaderni russi del 2011 e articolato in sezioni, il percorso espositivo segue il formarsi delle storie nella mente e nella mano dell’autore. Si passa quindi in rassegna l’Holomodor (il genocidio per fame imposto da Stalin negli anni 1932-33 agli ucraini per punirne le spinte indipendentiste), la seconda guerra cecena con la presa del teatro Dubrovka da parte degli indipendentisti ceceni e la strage della scuola di Beslan il 1° settembre 2004, l’assassinio tuttora impunito della coraggiosa giornalista russa Anna Politkovskaja, oppositrice di Putin e difensore dei diritti umani nella causa cecena, e la situazione odierna di Russia e Ucraina. “La mostra è lo specchio di un work in progress, esperienza preziosa per me, perché viva. – continua Igort – E’ un po’ come un’istantanea. A volte mettersi in discussione è doloroso.” Ma come diceva Tiziano Terzani: “Se ti si parano davanti due strade, scegli quella in salita e ti troverai sempre bene”. Igort affida il racconto a persone incontrate per caso, come Nicolay Vasilievich che espone al mercato di Dnepropetrovsk pochi miseri oggetti, un secchio, qualche stoviglia e una teiera. Attraverso il racconto della sua vita – all’inizio comprensibilmente esitante ma poi si scioglie e va – è descritta la vicenda dei rapporti prima diffidenti e poi apertamente e tragicamente ostili della Russia verso l’Ucraina. Il racconto della seconda guerra cecena – la prima ha inizio nel 1994 con l’invio di 40 mila soldati russi da parte di Boris Eltsin per impedire la sua secessione – è affidato al giovane Musa appena ventunenne, nato a Groznyi in Cecenia nel 1979. Durante il viaggio in Russia Igort testimonia gli avvenimenti sconcertanti collegati alla morte di Anna Politkovskaja. “Anna era la Russia migliore. – si lascia andare – E ci lascia un grande esempio e una grande testimonianza: il coraggio della libertà!” Il genere del graphic novel, utilizzato in questo caso come reportage giornalistico, qui sviluppa le potenzialità del fumetto che si trasferisce dallo studio dell’artista in strada e si confronta con la vita e le storie vere delle persone, che diventano così paradigma e immagini originali di un importante e poco conosciuto capitolo di storia contemporanea. Igort – Pagine Nomadi è alla Triennale di Milano, viale Alemagna, 6 fino al 10 giugno; orari: mart-dom 10.30-20.30, giov 10.30-23.00; info: tel. 02.724341, www.triennale.org.
Milano, 15  maggio 2012